11 maggio 1981, si spegne l’eterno Bob Marley

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11 maggio 1981, si spegne l’eterno Bob Marley

Manuel M Buccarella

45 anni fa come oggi, 11 maggio 1981, moriva a Miami Bob Marley, a seguito di un tumore. Aveva solo 36 anni.Su di lui molto ci sarebbe da dire, come artista, attivista, interprete e promotore della religione e della filosofia rasta.Considerato una leggenda già in vita – uno degli album più noti, tra l’altro, si intitola “Legend”, ha contribuito a sviluppare e diffondere in tutto il mondo uno stile di vita identificato con la musica reggae e la filosofia rasta.In riconoscimento dei suoi meriti, un mese dopo la morte fu insignito del prestigioso Jamaica Order of Merit.Nel 2008 è stato posizionato al 19º posto nella lista dei 100 migliori cantanti secondo Rolling Stone e all’11º posto nella lista dei 100 migliori artisti sempre secondo Rolling Stone.Tantissimi i brani ed i successi, tra cui “I Shot the Sheriff”, “No Woman, No Cry”, “Is This Love”, “Natural Mystic”, “One Love”, “Exodus”, “Africa Unite”, “Catch a Fire”, “Could You Be Loved”, “Get Up, Stand Up”, “Three Little Birds”, “Jammin’”, “No More Trouble”, “Waiting in Vain”, “Redemption Song”, “Stir It Up”.

Redemption Song

“Emancipatevi dalla schiavitù mentale Nessuno tranne noi stessi può liberare le nostre menti! Non abbiate paura dell’ energia atomica Perché nessuno di loro può fermare il tempo Quanto a lungo devono uccidere i nostri profeti Mentre siamo da parte e guardiamo? Alcuni dicono che è solo una parte di esso Dobbiamo riempire il libro Non aiuteresti a cantare Queste canzoni di libertà? Poiché tutto ciò che abbia mai avuto Canzoni di redenzione”.

In “Redemption Song” Bob Marley si riscrive un po’ storyteller, cantore folk, anche se in verità in questa canzone non racconta delle storie, tutt’altro. Diversamente dalla gran parte delle canzoni di Bob Marley, si tratta di una registrazione esclusivamente acustica, con Marley che canta e suona una chitarra folk, senza accompagnamento.

Il brano, che è appunto qualcosa di diverso dalla tradizionale produzione reggae di Marley, eppure è entrato a pieno titolo nella sua tradizione ed in quella della musica contemporanea, risale al 1980, ultima traccia dell’album “Uprising”.Si tratta dell’ultimo album prima della morte dell’artista, l’11 maggio 1981. Quando scrisse la canzone, nel 1979, gli era già stato diagnosticato il cancro che lo avrebbe condotto alla morte, e secondo la moglie Rita Marley, stava già soffrendo molti dolori legati alla sua malattia, un tema chiaramente presente in quest’album e in particolare in questa canzone. Una versione orchestrale di Redemption Song fu inserita come bonus track nella ristampa del 2001 di “Uprising”, e nella compilation, sempre del 2001, “One Love: The Very Best of Bob Marley & The Wailers”. Tuttavia, la versione acustica rimane quella più famosa.

La canzone, come gran parte delle canzoni di Marley, è centrata sulle sue convinzioni filosofiche e religiose legate al Rastafarianesimo, ma esorta anche a liberarsi dalle catene mentali auto-imposte.

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