Il 13 gennaio 2012 alle ore 21:45:07, durante una manovra di “inchino” davanti all’Isola del Giglio in Toscana, la nave da crociera Costa Concordia entrò in collisione con il gruppo di scogli detti delle Scole, riportando l’apertura di una falla lunga circa 35,59 metri sul lato di sinistra della carena.
L’impatto provocò la brusca interruzione della navigazione, un forte sbandamento e il conseguente incaglio sullo scalino roccioso del basso fondale prospiciente Punta Gabbianara, a Nord di Giglio Porto, seguito dalla parziale sommersione della nave. Il naufragio provocò la morte di 32 persone tra i passeggeri e i membri dell’equipaggio. Il comandante della nave, Schettino, fu condannato a 16 anni di reclusione.
Tra le vittime anche il giovane Giuseppe Girolamo, pugliese di Alberobello, 30 anni, che morì per lasciare il posto ad una madre con i suoi due figli, sulla scialuppa di salvataggio. Giuseppe, che non sapeva nuotare, si era imbarcato sulla Concordia come batterista della band in servizio sulla nave.
Giuseppe, dopo tanti anni di oblio, senza alcun riconoscimento istituzionale per il suo gesto eroico, è stato ricordato nel 2022 con il conferimento della medaglia d’oro al valore civile conferita dal Presidente della Repubblica Sergio Mattarella.
