Sfruttamento dei rider. La Procura di Milano apre un’inchiesta sulla società Foodinho.

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Sfruttamento dei rider. La Procura di Milano apre un’inchiesta sulla società Foodinho.

ma.bu.

La Procura di Milano ha aperto un’inchiesta sulla società Foodinho che è stata sottoposta a controllo giudiziario. L’accusa è quella di capolarato nei confronti di migliaia di lavoratori pagati 2,5 euro lordi a consegna, senza alcuna garanzia né di sicurezza né di dignità nell’esercizio delle mansioni.

Il pm di Milano Paolo Storari ha disposto in via d’urgenza il controllo giudiziario per caporalato per Foodinho, la società di delivery del colosso spagnolo Glovo, nominando un amministratore giudiziario.Secondo gli accertamenti, ai rider, 40 mila impiegati in tutta Italia, sarebbero state corrisposte paghe “sotto la soglia di povertà” e ci sarebbe dunque uno sfruttamento del lavoro. Il provvedimento d’urgenza che dovrà essere successivamente convalidato dal gip è finalizzato a garantire mediante l’opera dell’amministratore giudiziario nominato, il commercialista Andrea Adriano Romanò, “il rispetto delle norme e delle condizioni lavorative la cui violazione costituisce (…) indice di sfruttamento lavorativo”, ma anche “la regolarizzazione dei lavoratori che (…) prestavano la propria attività lavorativa anche al fine di impedire che le violazioni si ripetano” e “l’adozione di adeguate misure e idonei assetti organizzativi, anche in difformità da quelle proposte dall’imprenditore, al fine di evitare il ripetersi di fenomeni di sfruttamento e di retribuzioni sotto la soglia di povertà”.

Foodinho è la società italiana controllata dalla tedesca Glovo, che ha come principali azionisti Prosus, del gruppo Naspers, e una sequenza di fondi hedge, tra cui Aspex Management, con sede ad Hong Kong, accompagnati dai sempre presenti BlackRock, Vanguard e State Street. Nel nostro paese il “mercato” dei rider, che raccoglie circa 60-70 mila lavoratori, è dominato, in pratica, da soli tre gruppi. Oltre a Glovo, operano infatti Just Eat e Deliveroo. Il primo ha come azionista principale sempre Prosus, con problemi evidenti di monopolio, insieme ad altri fondi speculativi inglesi come Caledonia Investments e alle solite Big Three. Nel secondo caso esiste un proprietario unico, Door Dash, che ha come azionisti BlackRock, Vanguard e State Street.

“La domanda che nasce spontanea da questa fotografia – si chiede lo storico dell’economia Alessandro Volpi – è semplice ed è relativa alla possibilità di condizioni di lavoro e di salario decenti in strutture societarie dominate da fondi interamente finanziari, il cui unico scopo è il dividendo. Non è un caso forse che Glovo e Deliveroo abbiano firmato un contratto di lavoro con un sindacato minuscolo e che solo Just Eat ne abbia siglato uno con Cgil, Cisl e Uil, dove si introduce una fattispecie di lavoro subordinato a 9 euro lordi l’ora: un accordo che è stato definito “storico” proprio per la struttura invisibile della proprietà dell’interlocutore aziendale. In un mondo del lavoro dove la proprietà è nelle mani dei fondi finanziari il lavoro povero è inevitabile”, conclude Volpi.

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