🚨 TRE EURO AL LITRO. E NO, NON È UNA BATTUTA.
FederPetroli mette nero su bianco uno scenario che fino a ieri sarebbe sembrato una barzelletta: se la crisi nello Stretto di Hormuz dovesse continuare o peggiorare, il gasolio potrebbe arrivare a 3 euro al litro nei prossimi mesi.
Tre euro.
A quel punto, per fare il pieno, più che la carta di credito servirà un piano di ammortamento.
Naturalmente ci spiegheranno che è colpa dei mercati, delle tensioni internazionali, delle petroliere, del destino cinico e baro e probabilmente anche di Mercurio retrogrado.
Poi c’è un piccolo dettaglio: il 25 agosto termina anche lo sconto temporaneo di 17 centesimi sulle accise del gasolio.
Perché quando il petrolio sale, paghi tu.
Quando il petrolio scende, aspetti.
Quando c’è una crisi, paghi tu.
Quando bisogna fare cassa, indovina un po’? Paghi tu.
E mentre stipendi e pensioni fanno jogging sul posto, carburanti, bollette, spesa e mutui sembrano iscritti alla Formula 1.
La cosa più inquietante non è nemmeno immaginare il cartello con scritto 2,999 €/litro.
È sapere che, dopo ventiquattr’ore di indignazione, qualcuno comparirà in televisione a spiegarci con aria rassicurante che “la situazione è sotto controllo”.
Certo.
Sotto controllo loro.
Sotto il distributore noi.
📌 FederPetroli parla di uno scenario possibile, non di una previsione certa: molto dipenderà dall’evoluzione della crisi e dai mercati energetici.
Fonti: Adnkronos – Reuters – MIMIT
Don Chisciotte
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