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Virginia Libero è la segretaria dei Giovani Democratici ed è diventata in questi giorni bersaglio di una gogna oscena, violentissima da parte dell’intera destra (e non solo, va detto) per aver detto con estrema chiarezza quello che pensa una giovane leader politica di 28 anni cresciuta con una promessa di pace e di progresso:”Non saremo i soldati delle vostre guerre. Se queste destre ci porteranno ad un vero conflitto, alle armi andateci voi, perché noi organizzeremo i disertori. Per noi parlare di patria vuol dire ripudiare la guerra”.Questo ha detto, apriti cielo!Sapete cos’è questo?È l’articolo 11 della Costituzione. È un’altra idea di mondo, con cui – se si fossero degnati di ascoltare il discorso fino in fondo – Virginia Libero rimetteva al centro lavoro, salario minimo, equità sociale e fiscale, diritti, una sanità pubblica universale e dignitosa per tutti.È una rimessa in discussione del modello bellicista prono e spesso complice di questo governo con i signori della guerra, da Netanyahu a Trump, a lungo di Putin, prima di levare ipocritamente la mano. Quello stesso Putin che NOI abbiamo orgogliosamente combattuto per una vita (e continuiamo a farlo), prima che arrivasse qualche putiniano della prima ora a darci lezioni di postura e di diritto internazionale, quanta ipocrisia, quanta poca memoria.Dirò di più: quelle di Virginia Libero sono parole di sinistra. Quelle che tante volte abbiamo invocato, pregato, implorato, e troppe poche volte abbiamo sentito.E, quando arriva una giovane donna sul palco della festa dell’Unità a pronunciarle, le viene detto di vergognarsi, di stare al suo posto, di non essere abbastanza “patriota”: ma di quale patria stanno straparlando? Quella italiana o quella israelo-americana? Perché quella ve la potete pure tenere, disertori! I veri disertori.Ascolti questa canea che si è alzata e di colpo realizzi quanto questo Paese si sia disabituato ad ascoltare “qualcosa di sinistra” (per dirla alla Moretti).E no, non è colpa di Virginia Libero, e forse neppure della destra più regressiva e sdraiata della storia repubblicana.La colpa è di chi ha smesso di pronunciare quelle parole e rinunciato a praticarle.Solidarietà totale allora a Virginia Libero, nel merito e nel metodo. Se ha fatto inca**** così tanta gente e così diversa, significa che è sulla strada giusta.

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