Manuel M Buccarella
È morto papa Francesco e non si sono fatti attendere gli epitaffi di politici e politicanti, ma anche di giornalisti, italiani e stranieri, che non hanno mai condiviso le posizioni del pontefice in tema di pace e di condanna del riarmo.
A menar le danze ha incominciato il ‘volenteroso’ presidente francese Emmanuel Macron, quello che forte dell’atomica e di una rispolverata grandeur francese, intende perseguire le politiche di riarmo della von der Leyen e capitanare delle truppe da piazzare in Ucraina a rischio di scontro diretto con la Russia.
Non da meno Giorgia Meloni, “donna, madre e cristiana”, che poco dopo la notizia del trapasso del Santo Padre, ha scritto: “Ha chiesto al mondo, ancora una volta, il coraggio di un cambio di rotta, per percorrere una strada che “non distrugge, ma coltiva, ripara, custodisce”. Cammineremo in questa direzione, per ricercare la strada della pace, perseguire il bene comune e costruire una società più giusta e più equa. Il suo magistero e la sua eredità non andranno perduti”. Sono le parole dell’artefice del decreto Sicurezza, cioè più carcere per tutti, e dell’incremento della spesa militare con l’acquisto diretto di armi dall’amico e protettore Donald Trump, anche se, c’è da dire, ora pare aver sposato l’idea armi ad Ucraina e negoziato per la pace insieme.
La bellicosa e poco trasparente, nell’azione politica, pensiamo al caso dei vaccini Pfizer, Ursula von der Leyen, ha avuto l’ardire di ricordare così papa Francesco: “Oggi il mondo piange la scomparsa di Papa Francesco. Ha ispirato milioni di persone, ben oltre la Chiesa cattolica, cosa la sua umiltà e un amore così puro per i meno privilegiati. I miei pensieri vanno a chiunque senta questa profonda perdita. Che possano trovare consolazione nell’idea che l’eredità di Papa Francesco continuerà a guidarci tutti verso un mondo più giusto, pacifico e compassionevole”. Già pacifico e compassionevole con 800 miliardi di euro a disposizione per il riarmo…
Putin, certo non uno stinco di santo, si è soffermato soprattutto sulla riconciliazione tra la chiesa di Roma e quella ortodossa.
Ha dunque ragione Alessandro Di Battista a scrivere: “Verranno fatte trasmissioni, maratone televisive, verranno scritti km di editoriali per ricordare “il Papa innovatore”, “il Papa riformista”, “il pontefice venuto dalla fine del mondo”. Verranno a Roma leader mondiali a rendergli omaggio ai funerali. Ricordatevi una cosa. Molti, tra coloro che lo aduleranno (politici e giornalisti), sono gli stessi che l’hanno del tutto ignorato, considerato pari a zero quando Francesco ha osato scagliarsi contro l’industria delle armi, quando ha rotto il velo dell’ipocrisia parlando della genesi della guerra in Ucraina e delle responsabilità della NATO e soprattutto quando ha urlato la sua assoluta indignazione per il genocidio in corso in Palestina. “Occorre indagare se a Gaza è in corso un genocidio” ha detto Francesco il 17 novembre 2024. Praticamente nessun leader politico (a parte gli israeliani che l’hanno attaccato) ha commentato queste sue parole. Quelli che ora lo incensano, da Meloni a Tajani, l’hanno ignorato quando ha denunciato l’orrore (anche stanotte i terroristi israeliani hanno bombardato gli sfollati) in corso a poche centinaia di km di distanza da Roma”.
La leader dei comunisti tedeschi – BSW – Sahra Wagenknecht: “Con Papa Francesco perdiamo una voce forte per la diplomazia e l’umanità. Siamo in lutto per un uomo la cui dedizione ai poveri e agli svantaggiati rimarrà indimenticabile. Con le sue coraggiose critiche al capitalismo e all’industria degli armamenti che trae profitto dalle guerre come tirafili di morte, questo Papa dei poveri era una spina nell’occhio dei potenti.
Non ci può essere pace senza disarmo, il coraggio del dialogo, l’abolizione delle immagini nemiche. Secondo questo principio, Papa Francesco ha cercato soluzioni diplomatiche.
La pace non si raggiunge mai con le armi, ma tendendo le mani e aprendo i cuori” – questa è l’eredità duratura di questo grande Papa.”
