SULLA CLASSE E SULLA GUERRA

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SULLA CLASSE E SULLA GUERRA

Marta Havryschko

Da Leopoli (Ucraina) – Persone come Meaghan Mobbs, rappresentante dell’establishment americano, non riescono a capire perché io difenda gli uomini della classe lavoratrice ucraina dalla coscrizione obbligatoria. Lasciate che vi spieghi.

Sono nata in una famiglia della classe lavoratrice. Sono cresciuta in un villaggio. Mio padre ha lavorato come autista e operaio edile. Ora ha il cancro. E una pensione di 80 dollari al mese. Mia madre, nei brutali anni ’90 post-sovietici, viaggiava in Russia per vendere i prodotti della nostra vetreria locale, solo per sfamare la famiglia. Trasportare quei carichi pesanti le ha distrutto la schiena. Ha sofferto di ernie discali per il resto della sua vita. È morta di cancro a 60 anni.

Vivevamo in un villaggio, in una casa senza acqua corrente. Mentre gli altri bambini frequentavano corsi d’arte e attività extrascolastiche, io lavoravo nei campi perché la mia famiglia doveva farlo per sopravvivere. Per tutta la vita ho sognato di sfuggire alla povertà e di istruirmi. Di lottare per il cambiamento. E ora che sono madre di un figlio, non sono disposta a sacrificarlo in una guerra mentre i vari Mindich, Zuckerman, Zelensky e altri contano i loro soldi; mentre ci si aspetta che mio figlio combatta in una guerra che loro si rifiutano di far finire.

E ci sono molte madri, sorelle e figlie come me. Centinaia di migliaia. Milioni. Tra loro ci sono mie parenti che hanno perso i mariti. Erano comuni lavoratori, senza laurea. Non avevano il denaro o le conoscenze per evitare la chiamata alle armi quando gli ufficiali di reclutamento vennero a prenderli. Ora riposano nella terra fredda e umida. Siamo stanche di tombe. Siamo stanche di sentirci dire di cedere la cosa più preziosa — e in fin dei conti l’unica — che la classe politica corrotta dell’Ucraina ci ha lasciato: le nostre vite. Questa guerra ha una dimensione di classe di cui le voci dell’establishment preferirebbero non discutere. Chi ha denaro, conoscenze, influenza, passaporti stranieri e amici potenti ha delle alternative. Gli uomini della classe lavoratrice ne hanno molte meno. E poi i privilegiati hanno l’audacia di dare lezioni di sacrificio alle famiglie della classe lavoratrice. No. Ecco perché continuerò a difendere il diritto della gente comune a opporsi alla coscrizione forzata.

Difenderò coloro che rifiutano di diventare carne da macello per una classe politica che esige sacrifici che, troppo spesso, non compie in prima persona.

Gloria ai disertori! Gloria alla pace! Gloria alla vita!

La foto è stata scattata nella stanza di mio figlio a Leopoli, prima della guerra. Una stanza in cui probabilmente non farà mai più ritorno.

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