“E tutto ruota intorno ai bambini”
“E chi scandalizzerà qualcuno di questi piccoli, meglio gli converrebbe che gli fosse posta al collo una pietra da mulino e che fosse sommerso nelle profondità del mare.” Gesù (Matteo 18:6).
di Salvador Capote
(traduzione Silvana Sale)
Secondo il procuratore generale Pam Bondi, gli archivi relativi al caso di Jeffrey Epstein conterrebbero decine di migliaia di fotografie e filmati che mostrano abusi nei confronti di minori:
“…Ma sapete com’è, ci sono decine di migliaia di foto e video. E tutto ruota attorno ai bambini, quindi l’FBI deve esaminarli uno per uno.”
Questa affermazione di Bondi è stata riportata nei media quando ha parlato del materiale che il Dipartimento di Giustizia sta rivedendo nel quadro dell’indagine su Epstein.
Se esistono “decine di migliaia di foto e video” e “tutto ruota attorno ai bambini”, quante decine di migliaia di minori sarebbero stati coinvolti?
Dagli Stati Uniti, dal Messico, dall’Ucraina, da Cuba, da chissà quanti paesi del mondo? 210.000? 20.000? 50.000? E quale è stato il destino di quei minori?
Si sostiene che Jeffrey Epstein, trovato morto nella sua cella il 10 agosto 2019, fosse un collaboratore dei servizi di sicurezza israeliani.
Poiché questo enorme scandalo coinvolgerebbe numerose figure politiche e personaggi pubblici, incluso il presidente degli Stati Uniti, molti pensano che fosse un’operazione di quei servizi per mettere in difficoltà e poi ricattare coloro che, cedendo alle loro passioni, vi avrebbero partecipato.
In altre parole, secondo queste ipotesi, alcuni gruppi avrebbero potuto avere presa anche sul presidente degli Stati Uniti.
Per distogliere l’attenzione dall’”affare Epstein”, si sostiene che Mr. Trump abbia urgente bisogno di trovare un conflitto che possa definirsi una vittoria, ma questa opzione non sembra esistere.
Si menzionano insuccessi in varie aree internazionali e regioni geopolitiche quali Ucraina, Yemen, Messico, Canada, Groenlandia, Iran, Venezuela, Cuba, e rapporti difficili con Cina e Russia.
Dove potrebbe dirigersi il prossimo grande gesto politico?
E il popolo statunitense, con la sua profonda tradizione religiosa, fino a quando continuerà a tollerare il silenzio e l’impunità di fronte a quello che viene definito un abominio?
Anche Cuba è stata vittima
Si sa che il condannato e poi “suicidato” Jeffrey Epstein manteneva una vasta rete di reclutamento di giovanissime per soddisfare le sue perversioni pedofile.
Gli archivi di Epstein contengono un’email del 2017 inviata da Daniel Siad a Epstein, da Cuba, molto rivelatrice.
Daniel Siad, di origine ebraica algerina (si definiva un ebreo bereber) e sionista, che per un periodo cercò di provocare un movimento separatista in Arabia Saudita, era in quel periodo un esploratore (“scout”) che si dedicava a cercare bellissime ragazze molto giovani con il pretesto di trasformarle in modelle di bellezza o di moda, ma il loro vero destino era essere abusate da milionari pedofili sull’isola che Epstein possedeva nelle Isole Vergini, visitata da Donald Trump e altre personalità.
Nell’email a Epstein, Siad si riferisce ai suoi giri a Cuba e informa che sta trovando “alcuni volti molto speciali” (“some very special faces”).
Siad copriva le sue attività con la società di facciata “What’s Up Management Modeling Agency”.
Ogni giovanissima scoperta cominciava a ricevere assistenza finanziaria tramite pagamenti effettuati attraverso un conto bancario a Dubai.
Mi bolle il sangue pensando al numero di adolescenti cubane, sia dell’Isola sia dell’emigrazione, che potrebbero essere state vittime di questi degenerati.
Ma Siad reclutò ragazze giovani per Epstein e i suoi corrotti “amici” non solo a Cuba ma in molti altri paesi, e non fu l’unico reclutatore, poiché si trattava di una rete internazionale che agiva come una piramide di Ponzi, in cui alcune vittime (con caratteristiche speciali) erano costrette a reclutare nuove vittime.
Tutti, assolutamente tutti i grandi protagonisti nella strutturazione della rete di pedofili milionari guidata da Jeffrey Epstein erano/sono sionisti o avevano/hanno stretti legami con il sionismo.
E poiché in politica non credo alle coincidenze, nessuno mi toglierà dalla testa che molto abbiano a che fare con questa colossale serie di scandali i servizi segreti israeliani (Mossad), creando una diabolica macchina di ricatto e degrado morale al servizio degli interessi dello stato sionista.
E non pensate che per questo la sede principale del sionismo (la forma attuale più aggressiva del fascismo) si trovi a Tel Aviv.
Lì c’è solo un capitolo, una filiale, un simbolo.
Il quartier generale risiede a New York ed è il potere finanziario a tirare le fila.
La guerra contro l’Iran è praticamente inevitabile nonostante gli enormi rischi che comporta per gli Stati Uniti, non per il petrolio, non perché l’Iran sia una minaccia, ma perché è il grande ostacolo che Israele ha in Medio Oriente e in Asia Centrale, e Israele è una pedina chiave nelle ambizioni geopolitiche del sionismo internazionale.
▪︎ Pica y se entiende.
“Lifetouch National School Studios” è un’enorme impresa di fotografia professionale che opera sotto contratto con le scuole per scattare foto ai loro alunni e alle loro attività.
“Lifetouch” fotografa ogni anno più di 25 milioni di bambini in oltre 50.000 scuole degli Stati Uniti.
Tutto era normale finché recentemente si è scoperto che “Shutterfly”, una delle grandi filiali di “Lifetouch”, era di proprietà di “Apollo Global Management”, fondo miliardario di investimenti il cui CEO (Chief Executive Officer) era Leon Black, ebreo di origine polacca, molto associato a Jeffrey Epstein e il cui nome compare 8.200 volte negli archivi di quest’ultimo.
La stretta associazione di Black con Epstein ha fatto scattare tutti gli allarmi tra milioni di genitori preoccupati che le foto e i dati dei loro figli fossero nelle mani di persone nell’ambiente più vicino a un pedofilo condannato.
Almeno 10 distretti scolastici di quattro stati (Texas, Arizona, Michigan e New Jersey) hanno finora cessato i loro contratti con “Lifetouch”.
Fino a che punto — mi chiedo — hanno penetrato nel tessuto sociale degli Stati Uniti i tentacoli di organizzazioni di pedofilia e traffico di bambini?
Nel maggio 2012, Black acquistò una delle quattro versioni de “L’Urlo”, celebre pastello di Edvard Munch, che simboleggia il terrore esistenziale e la disperazione umana, per 119,9 milioni di dollari, il prezzo più alto mai pagato fino ad allora per un’opera d’arte.
Nel 2023 Black pagò alle Isole Vergini 62,5 milioni di dollari affinché lo escludessero da qualsiasi rivendicazione legata a Epstein.
In Bloomberg (16 febbr. 2026), con il titolo “The Leon Black Files” (I dossier di Leon Black), si riferisce che, nel 2015, per mediazione di Epstein, l’avvocato di Black, Brad Kap, giunse a un accordo di riservatezza con Guzel Ganieva, la quale lo accusava di abuso sessuale e di averla costretta ad avere rapporti sessuali con Epstein.
L’accordo includeva il pagamento di 100.000 dollari mensili.
L’impunità è in vendita per chi ha molto denaro!
