Giancarlo Selmi
Meloni continua a sventolare Borsellino come una reliquia da comizio, ma il problema è che Borsellino la mafia la combatteva davvero e ci ha lasciato la pelle: non ci parlava al telefono, non ci apriva ristoranti, non ci faceva società. E soprattutto non impediva alla magistratura di vedere le prove, per difendere qualche “amico” di partito. Qui invece siamo oltre l’ipocrisia e dentro il teatro dell’assurdo: viene proibito l’accesso alle chat di Del Mastro con il ristoratore Caroccia, legato al clan Senese, condannato per mafia, lo stesso con cui Del Mastro aveva aperto un ristorante.
La domanda, a questo punto, diventa una sola: se in quelle chat non c’è nulla di compromettente, perché sottrarle ai magistrati? Perché blindarle? Perché impedire che vengano usate? Chi non ha nulla da nascondere non teme la verità. Chi crede nella giustizia non le mette il bavaglio. Il paradosso è sempre lo stesso: inflessibili con i deboli, opachi con i forti. Solerti quando c’è da imbastire commissioni farsesche e inseguire ossessioni ideologiche, improvvisamente garantisti fino al coma quando invece si tratta di far luce su rapporti, frequentazioni e affari che meriterebbero chiarezza totale. Altro che eredi di Borsellino: qui siamo dalle parti di chi usa i martiri della legalità come copertura retorica, salvo poi infastidirsi appena la legalità chiede di leggere qualche chat di troppo. E la lotta alla mafia diventa sempre più chimera idealistica.Il Parlamento va serenamente verso la pausa estiva mentre il Paese arranca, mentre affonda tra caro vita, stipendi leggeri e carburanti da bene di lusso. Però sulla legge elettorale si lavora. Lì nessuna pausa, nessun rinvio, nessun sacrificio. Evidentemente, per questa maggioranza, è più urgente mettere in sicurezza il proprio potere che la vita quotidiana degli italiani. Solo per inciso: gasolio fuori autostrada a euro 2,20.Alla fine l’impressione è quella di una Meloni sempre più Maria Antonietta con chiare tendenze da marchesa del Grillo. Ama la legalità in forma celebrativa, ma non l’ agevola. Difende Borsellino come citazione, ma tratta la trasparenza come un inutile optional. Il bene comune e la qualità di vita degli italiani sempre più assenti in un’agenda che vede al primo punto la conservazione del suo potere e l’uso dello stesso in maniera sempre più spregiudicata.
