Albania, continuano le proteste di piazza

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Albania, continuano le proteste di piazza

Vatican News, 23 luglio 2026 – Ogni sera nella capitale si registrano cortei o presìdi permanenti formati soprattutto da giovani, ormai diventati il vero motore di quella che viene chiamata “Rivoluzione dei Fenicotteri” e che non riguarda più solo la questione edilizia ed ambientale ma si è trasformata in una protesta contro corruzione, mancata trasparenza negli investimenti strategici, emigrazione dei giovani e il conseguente spopolamento del Paese.

In Albania, non si ferma la protesta a due mesi dall’inizio delle manifestazioni contro un progetto turistico di lusso legato all’imprenditore Jared Kushner, genero del presidente Usa, Donald Trump, previsto sull’isola di Sazan e nell’area protetta di Zvërnec, nella laguna di Narta, nota per la presenza di fenicotteri rosa.

Non solo ambiente

Ogni sera nella capitale, Tirana, si registrano cortei o presìdi permanenti formati soprattutto da giovani, ormai diventati il vero motore di quella che viene chiamata “Rivoluzione dei Fenicotteri” e che non riguarda più solo la questione edilizia ed ambientale ma si è trasformata in una protesta contro corruzione, mancata trasparenza negli investimenti strategici, emigrazione dei giovani e il conseguente spopolamento del Paese. Due giorni fa, davanti alla sede del parlamento, alcuni manifestanti hanno ingaggiato scontri con la polizia durante i quali ci sono stati diversi feriti.

Edi Rama: “Fondamentale per rilanciare l’Albania”

Il premier albanese, Edi Rama, in varie dichiarazioni ha difeso con decisione il progetto definendolo una tappa importante per trasformare l’Albania in una destinazione turistica di livello mondiale e assicurando che le strutture turistiche saranno realizzate nel rispetto degli standard ambientali europei.

Il timore dei vescovi

I vescovi albanesi continuano a seguire con attenzione quanto sta accadendo nel Paese. In un comunicato del giugno scorso, la Conferenza episcopale aveva spiegato che «qualsiasi sviluppo nel Paese deve tenere conto della tutela dell’ambiente, nonché del rispetto della proprietà altrui. Papa Francesco, nella sua Lettera enciclica Laudato si’, afferma: “La previsione dell’impatto ambientale di imprese e progetti richiede processi politici trasparenti e aperti al dialogo, mentre la corruzione, che nasconde il vero impatto ambientale di un progetto in cambio di favori, porta spesso ad accordi opachi che eludono l’obbligo di informazione e un dibattito approfondito”». In questo senso, i vescovi chiedono che non venga negata la valutazione, la consultazione e il coinvolgimento delle comunità locali che vivono sul posto e delle agenzie che si occupano di tutela ambientale: «Per noi, questo si chiama sviluppo integrale che deve tenere conto di tutte le dimensioni della vita umana, sia individuale che comunitaria».

Ascoltare il popolo

La Conferenza episcopale aveva anche messo in evidenza come la partecipazione di molti giovani e famiglie alle proteste rivelino l’insoddisfazione nei confronti dell’attuale sistema politico: «Alla Chiesa non spetta il compito di trovare soluzioni ma di orientare le coscienze. Siamo convinti che la voce del popolo debba essere ascoltata e presa in considerazione. Spetta alla politica trovare soluzioni all’interno del quadro politico e democratico. Queste sono le regole della democrazia europea a cui aspiriamo. La voce delle tante persone che hanno come unico obiettivo il benessere delle loro famiglie e della società, e che esprimono la loro insoddisfazione per le azioni o le omissioni dei politici, non può essere ignorata».

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