La Corte Costituzionale della Romania ha definitivamente escluso Călin Georgescu, candidato presidenziale di estrema destra e filo-russo, dalle prossime elezioni presidenziali previste per maggio 2025, che in realtà dovevano essere la ripetizione di quelle del 24 ottobre, primo turno, annullate dopo la vittoria a sorpresa di Georgescu. Fu proprio la Corte Costituzionale ad annullarle per presunte infiltrazioni da parte dei russi e per i finanziamenti al candidato.
La Corte ha motivato la decisione imputando al candidato violazioni delle leggi sulla campagna elettorale e sospetti di interferenze russe nel processo elettorale.
In seguito a questa esclusione, il panorama politico della destra rumena è in fase di riorganizzazione. George Simion, leader del partito Alleanza per l’Unione dei Romeni (AUR), e Anamaria Gavrilă, leader del partito POT, stanno emergendo come possibili candidati per sostituire Georgescu. Entrambi hanno ricevuto l’endorsement di Georgescu dopo la sua esclusione. Parallelamente, l’ex primo ministro Victor Ponta ha annunciato la sua candidatura alle elezioni presidenziali. Ponta, già leader del Partito Social Democratico, ha recentemente adottato posizioni più conservatrici, cercando di attrarre voti sia dall’elettorato di destra che da quello di sinistra. La sua candidatura potrebbe complicare ulteriormente la situazione per i partiti di estrema destra nella scelta di un nuovo candidato.
La situazione politica in Romania rimane fluida, con i partiti di destra che devono rapidamente selezionare un nuovo candidato prima della scadenza del 15 marzo. Nel frattempo, altri candidati pro-europei, come Crin Antonescu e Nicușor Dan, stanno guadagnando slancio, mentre l’ultranazionalista Diana Șoșoacă potrebbe rientrare nella corsa presidenziale.
fonti: Financial Times,Reuters, the Guardian

