“Come ha raccontato il consigliere presidenziale ucraino Davyd Arakhamiia, “dopo il nostro ritorno da Istanbul, Boris Johnson visitò Kiev e ci disse che non avremmo dovuto firmare nulla con i russi e continuare a combattere” poiché “Putin è un criminale di guerra, va messo sotto pressione”. Tre giorni dopo Putin dichiarò che i colloqui con l’Ucraina erano improvvisamente finiti “in un vicolo cieco”. Qualcosa era evidentemente accaduto, come peraltro confermato anche da fonti governative a Kiev.”
“Alcuni osservatori e funzionari (tra cui, soprattutto, il presidente russo Vladimir Putin) hanno affermato che sul tavolo c’era un accordo che avrebbe posto fine alla guerra, ma che gli ucraini se ne sono allontanati a causa di una combinazione di pressioni da parte dei loro protettori occidentali e delle supposizioni di Kiev sulla debolezza militare russa” nota Foreign Affairs ammettendo che “i partner occidentali di Kiev erano riluttanti a lasciarsi coinvolgere in un negoziato con la Russia”, in particolare “in un negoziato che avrebbe creato nuovi impegni per garantire la sicurezza dell’Ucraina”.
Vi invitiamo alla lettura di un interessante articolo a firma Gianandrea Gaiani su Analisi Difesa, che affronta in profondità la questione della pace tramontata in Ucraina.(https://www.analisidifesa.it/2024/04/foreign-affairs-e-putiniana-e-i-russi-continuano-a-bombardarsi-da-soli/)