Manuel M Buccarella
In Sassonia-Anhalt l’AfD ha ottenuto un risultato storico che scuote la politica tedesca: il partito di estrema destra arriva al 43,8%, più del doppio rispetto al 2021. La CDU resta invece molto indietro, al 17,2%.
È vero, la Sassonia – Anhalt, con capoluogo Magdeburgo, è un piccolo Laënder con poco più di due milioni di abitanti, appartenuto fino al 1990 alla DDR. È anche vero che il “vento di destra” spira assai nei territori della vecchia Repubblica Democratica Tedesca, quelli più negletti e trascurati dal governo centrale, quelli con il più alto tasso di disoccupazione e sottoccupazione, quelli maggiormente scossi dall’impatto dei profughi ucraini, fuggiti dalla guerra. Quelli che forse stavano meglio con Honecker…
Eppure il vento di Alternative für Deutschland soffia un po’ in tutta la Germania…e fa molta paura, non solo perché si tratta di una formazione politica di estrema destra, ma perché promette di interrompere il sostegno militare e finanziario all’Ucraina ed intende chiedere i danni a Kiev per la distruzione del Nord Stream. E poi, tra i cavalli di battaglia della destra, c’è quello di una certa intolleranza verso gli immigrati, tanto che il motto “remigrazione” vale pure a queste latitudini.
Oltre alla CDU, AfD ha ridicolizzato Spd, ormai ben altra cosa rispetto alla socialdemocrazia, ferma al 9,3%. Linke è all’8,6%, Verdi all’8,9%, BSW al 5%. Affluenza finale alta: 77%.
Bsw ha dichiarato che collaborerà su alcuni punti e che si asterrà al terzo turno, onde consentire ad AfD di formare un governo a maggioranza semplice, visto che gli mancano pochi seggi per formare un governo da soli, con maggioranza assoluta.
A questo punto diventa difficile continuare a raccontare l’AfD come una semplice parentesi di protesta. Ed ecco allora la domanda che a Berlino e Bruxelles qualcuno preferirebbe forse non sentirsi rivolgere. Merz e Von der Leyen prenderanno atto della bocciatura e proveranno a cambiare rotta, oppure si cercherà ancora una scorciatoia? “𝗧𝗲𝗻𝘁𝗮𝗿𝗲 𝗱𝗶 𝗺𝗲𝘁𝘁𝗲𝗿𝗲 𝗮𝗹 𝗯𝗮𝗻𝗱𝗼 𝗹’𝗔𝗳𝗗, trasformando una gigantesca questione politica in una questione giudiziaria? Oppure 𝗮𝗹𝘇𝗮𝗿𝗲 𝗮𝗻𝗰𝗼𝗿𝗮 𝗱𝗶 𝗽𝗶ú 𝗹𝗼 𝘀𝗰𝗼𝗻𝘁𝗿𝗼 𝗰𝗼𝗻 𝗹𝗮 𝗥𝘂𝘀𝘀𝗶𝗮, facendo dell’emergenza esterna il collante di un sistema che perde consenso all’interno?Perché il punto è proprio questo: 𝗾𝘂𝗮𝗻𝗱𝗼 𝗴𝗹𝗶 𝗲𝗹𝗲𝘁𝘁𝗼𝗿𝗶 𝘀𝗺𝗲𝘁𝘁𝗼𝗻𝗼 𝗱𝗶 𝘀𝗲𝗴𝘂𝗶𝗿𝘁𝗶, 𝗵𝗮𝗶 𝗱𝘂𝗲 𝗽𝗼𝘀𝘀𝗶𝗯𝗶𝗹𝗶𝘁à: 𝗰𝗮𝗺𝗯𝗶𝗮𝗿𝗲 𝗽𝗼𝗹𝗶𝘁𝗶𝗰𝗮 𝗼 𝘁𝗿𝗼𝘃𝗮𝗿𝗲 𝘂𝗻 𝗻𝗲𝗺𝗶𝗰𝗼. E dopo un 43,8%, nascondere il problema sotto il tappeto sarà sempre più difficile” (Don Chisciotte)
