BLOCCO DELLA CIRCOLAZIONE DEI VEICOLI EURO 5 IN PIEMONTE. IN ARRIVO PROVVEDIMENTO DEL GOVERNO CHE NE RINVIA DI DUE ANNI L’ENTRATA IN VIGORE

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BLOCCO DELLA CIRCOLAZIONE DEI VEICOLI EURO 5 IN PIEMONTE. IN ARRIVO PROVVEDIMENTO DEL GOVERNO CHE NE RINVIA DI DUE ANNI L’ENTRATA IN VIGORE

ma.bu.

Nel Comune di Torino ed in 76 comuni circostanti dal 15 settembre al 15 aprile sarà vietata la circolazione dei veicoli diesel in categoria Euro 5 e inferiori. Automobili perfettamente funzionanti, dotate di sistemi all’avanguardia quanto alla limitazione delle emissioni inquinanti, e spesso ancora da pagare non potranno più essere utilizzate. I mezzi interessati in Piemonte sarebbero ben 450mila.
Dopo tavoli tecnici e riunioni e dopo le tante proteste di categorie economiche e sindaci, alla fine il Governo Meloni rinvierà di due anni l’entrata in vigore del provvedimento. Così i vertici piemontesi di Fratelli d’Italia hanno annunciato in una nota la decisione del Consiglio dei Ministri che ha anticipato la presentazione immediata di un decreto per scongiurare l’entrata in vigore delle limitazioni alla circolazione dei veicoli diesel Euro 5 in Piemonte.
Perché si è arrivati a tanto? Dalla Regione Piemonte fanno spallucce e rispondono con il più classico dei “ce lo chiede l’Europa”. Vediamo come e perché e verifichiamo se ci sono delle alternative.
La questione è stata, da ultimo, oggetto della procedura di infrazione n. 2015/2043 aperta dalla Commissione Europea per la violazione dei vincoli concernenti la salubrità dell’aria, con particolare riferimento al biossido di azoto, previsti da una serie di direttive UE, 96/62/CE, 1999/30/CE, e 2008/50. Dopo una fase precontenziosa la vicenda è finita alla Corte di Giustizia UE nel procedimento C-573/19, deciso con sentenza del 12 maggio 2022 che ha dato torto all’Italia ed ha accertato la violazione delle famigerate direttive. Una precedente procedura di infrazione con oggetto analogo era stata decisa con una sentenza del 10 novembre 2020 sempre con lo stesso esito. Le due procedure di infrazione riguardavano, tra le altre zone della penisola, i 76 comuni degli agglomerati IT0118 (Torino), IT0119 (Piemonte pianura) e IT0120 (Piemonte collina).
Il presidente della giunta regionale piemontese Cirio ha motivato la necessità del blocco con le imperiose richieste di Bruxelles. Tuttavia, a guardare meglio, ci si accorge che alcune cose non tornano.
Anzitutto va detto che l’ Italia è in buona compagnia per quanto riguarda la violazione degli standard di inquinamento dell’aria stabiliti dall’Unione Europea. Sono molti i paesi cui sono state fatte le stesse contestazioni.
“Le sentenze della Corte – chiarisce l’ avvocato Alessandro Fusillo, presidente del Movimento Libertario – nulla dicono in merito alle concrete misure da adottare e, in particolare, non prevedono l’allucinante sistema Mo-Ve-In delle quote chilometriche annuali. È una simpatica invenzione dei soloni piemontesi.
Cosa succede se uno stato non adempie le direttive dell’Unione Europea?
La risposta, in sintesi, è che non succede niente. Fino ad ora nessuno stato membro dell’UE è stato mai sanzionato per la violazione delle direttive sulla qualità dell’aria. Si è parlato per il Belgio di una sanzione giornaliera di ben 300 euro, nel caso della Francia vi fu la minaccia di applicare una sanzione di 32 milioni di euro l’anno. Il Dipartimento delle Politiche Europee della Presidenza del Consiglio chiarisce che la sanzione minima per l’Italia è di Euro 8.505,11 giornalieri. Di fatto ad oggi nessuno stato ha mai pagato un euro.
Ora, ipotizziamo il caso peggiore e cioè che in un futuro non lontano i cari amici dell’UE decidano di sanzionarci come la Francia. Ben 32 milioni l’anno. In Italia ci sono 40 milioni di veicoli. Se dividessimo la spesa annua per sanzioni tra tutti gli automezzi verrebbe un costo annuo di 80 centesimi. Ipotizziamo che i mezzi inquinanti siano solo un decimo del parco circolante. Il costo sarebbe di 8 euro l’anno: una spesa che chiunque affronterebbe a cuor leggero pur di non subire l’esproprio del suo autoveicolo.
O meglio: sarebbero dei soldi che si potrebbero prendere facilmente da quanto pagato annualmente dai malcapitati automobilisti per il bollo auto”.

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