DIETROFRONT DELLA POLONIA: NON CONFERMATO IL SECONDO SCONFINAMENTO DEI DRONI RUSSI. SEMPRE PIU’ PROBABILE L’IPOTESI DI UNA “FALSE FLAG” AI DANNI DI MOSCA

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DIETROFRONT DELLA POLONIA: NON CONFERMATO IL SECONDO SCONFINAMENTO DEI DRONI RUSSI. SEMPRE PIU’ PROBABILE L’IPOTESI DI UNA “FALSE FLAG” AI DANNI DI MOSCA

Luciano Graziuso

“Contare fino a 10 prima di parlare”: è un antico ma ottimo consiglio che si tramanda di generazione in generazione, al fine di evitare l’uso di toni troppo aggressivi nel corso di una lite, ma soprattutto di affermare delle cose non reali o vere solo in parte, per poi dover chiedere scusa e/o fare marcia indietro su quanto dichiarato, rischiando di incappare in qualche figuraccia.

Ebbene, né la Polonia né la grande maggioranza dei mass media e dei politici europei hanno messo in pratica il vecchio adagio per quanto riguarda i presunti droni russi caduti sul territorio polacco, andando incontro all’ennesima figura barbina.

LE DICHIARAZIONI POLACCHE

Dopo aver speso un paio di giorni, nonostante la pressoché totale assenza di prove, ad incolpare Mosca per la vicenda, il Comando operativo delle forze militari polacche ha affermato: “Le azioni che abbiamo intrapreso non hanno avvalorato la violazione del nostro spazio aereo”. Perfino il Ministro degli esteri Radoslaw Sikorski, dimostratosi uno dei più aggressivi parlando della “questione droni”, si è visto costretto dall’evidenza dei fatti a compiere una decisa “inversione ad U” ed a correggere il tiro. Ecco le sue dichiarazioni: “Non c’è stata una conferma di una violazione del nostro spazio aereo sabato”; per quanto riguarda il primo sconfinamento, invece, si è detto ancora convinto della responsabilità della Russia, ma anche qui ha dovuto rettificare il suo primo pensiero, ovvero che l’obiettivo di Putin sarebbe stato quello di causare “morti, feriti e danni” in Polonia. Le sue ultime esternazioni, infatti, sconfessano tutto ciò che aveva affermato in precedenza: “L’incursione dei droni russi nel nostro spazio aereo della scorsa settimana è stato solamente un tentativo del Cremlino di testare le capacità di reazione della NATO”.

In poche parole, nonostante le precedenti sentenze apocalittiche, i droni non rappresentavano un pericolo per la popolazione, in quanto “non erano carichi di esplosivo”. “E’ interessante notare che erano tutti inefficaci, il che mi suggerisce che la Russia abbia cercato di metterci alla prova senza voler scatenare una guerra”.

CONSIDERAZIONI

Ci sono senz’altro alcune considerazioni da fare sulla vicenda: la prima è che non vorremmo assolutamente essere nei panni del nostro mainstream, che ora avrà il compito di rettificare quanto scritto nei giorni scorsi senza cadere nel ridicolo, oppure dovrà cercare di continuare a mentire nascondendo la verità dei fatti.

La seconda, ben più importante e terrificante, ci porta a constatare che purtroppo c’è una pericolosa tendenza alla sottolineatura dei contrasti e a un’escalation che può portare ad una guerra nucleare in Europa e, in prospettiva, alla Terza Guerra Mondiale. Una cosa è certa: nessun popolo europeo lo vuole, ma le elites europee si stanno comportando in maniera da sconfessarne il pacifismo, alimentando i motivi di attrito con la Federazione russa e calpestando la volontà degli elettori, la democrazia. Ogni evento è usato strumentalmente per alzare il tiro e moltiplicare le occasioni di conflitto anziché allontanarle. In Italia, per esempio, è paradossalmente l’esecutivo che provoca la rissa, mentre accusa l’opposizione (tramite i mezzi di informazione quasi tutti asserviti) di fomentare l’odio.

Ritornando alla questione russa, ci chiediamo quale interesse avrebbe Putin ad allargare il fronte dei suoi nemici quando sta già vincendo la guerra in Ucraina sul campo; qualunque cervello in grado di riflettere razionalmente sulla questione scorge, oltre al pericolo reale di un conflitto atomico, la fondatezza di questo ragionamento, così come, d’altra parte, può constatare altrettanto lucidamente l’impellente interesse di Zelensky e di alcuni folli premier europei di coinvolgere la NATO in un “confronto” che lo vede uscire inesorabilmente sconfitto . In quest’ottica si inserisce la “provocazione dei droni russi” (che ora secondo la vulgata dei media occidentali sarebbero caduti anche in Romania), che fa dire al presidente ucraino, con toni di grande soddisfazione: “Adesso saremo in più nazioni ad affrontare la Russia”, come se ciò non fosse una disgrazia per noialtri. Assolutamente ignorate le dichiarazioni della “controparte”, che asserisce di non essere coinvolta in questi episodi, di non aver fatto cadere droni né sul territorio polacco, né su quello rumeno. Ma la parola del “nemico”, si sa, non conta nulla, specialmente se si tratta dell’odiata ex Unione Sovietica, specialmente per un regime neonazista come quello di Kiev.

Il portavoce di Putin, Peskov, ha affermato che potrebbe benissimo trattarsi di droni russi caduti sul territorio ucraino ed in seguito inviati dagli ucraini intenzionalmente in Polonia e in Romania per fomentare l’odio e provocare la guerra di queste due nazioni contro la Federazione russa (ricordiamo che già una volta, nel novembre del 2022, Zelensky attuò una tattica simile, che però fallì immediatamente perché si scontrò con la realtà dei fatti). Chi potrebbe negarlo? Chiunque di noi ha avuto e ha modo di toccare con mano l’acredine, l’astio vero e proprio, che spinge il presidente ucraino a chiedere continuamente supporto militare, economico e politico ad UE, USA, NATO e a tutto l’Occidente pur di non ammettere che ha perso e sta perdendo la guerra con la Russia. Perfino Donald Trump ha dichiarato che la mossa di Mosca di invadere lo spazio aereo di Polonia e Romania non avrebbe alcun senso ed ha suggerito ai suoi “colleghi” più guerrafondai europei di prendere in considerazione altre possibilità, come quella che si sia trattato solo di un semplice errore.

IL DOPPIOPESISMO DEI POLITICI E DEI SISTEMI INFORMATIVI EUROPEI

Ciò che indigna particolarmente, inoltre, è il solito metodo con cui i mezzi d’informazione occidentali affrontano determinate questioni: vengono costantemente prese per oro colato le versioni fornite dall’Ucraina e da altri stati europei (Polonia ecc), nonostante poi la maggior parte delle volte si rivelino inesatte, se non addirittura delle vere e proprie fake news (come la strage di Bucha o il sabotaggio del gasdotto Nord Stream, secondo il nostro mainstream compiuto dai russi…), mentre le dichiarazioni della Russia vengono o totalmente oscurate, oppure riportate ma ridicolizzate o introdotte da frasi del tipo “Mosca invece incredibilmente nega”, “La Russia si ostina a dire che” (la Russia non è mai credibile). Comunque la cosa che genera in assoluto più rabbia nelle persone che posseggono un cervello e soprattutto un briciolo di umanità, è la reazione differente che la stampa ed i politici occidentali palesano a seconda di chi compia una determinata azione: Israele, ad esempio, è da più di 75 anni che non solo viola spazi aerei, ma bombarda direttamente e senza colpo ferire interi stati (Siria, Iraq, Libano, Palestina, Yemen, Qatar, Iran, Cisgiordania…) senza ricevere la benché minima sanzione, ma anzi godendo a tutti gli effetti di supporto militare, politico, diplomatico dalla gran parte dei Paesi occidentali. Infine, la NATO stessa nel corso degli anni si è macchiata di vari crimini, attaccando, tra gli altri, stati sovrani quali Serbia, Iraq, Afghanistan e Libia. Ma appunto, finché siamo noi a bombardare, per i nostri politici e la nostra informazione va tutto bene.

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