Gli Stati Uniti riprendono gli attacchi sull’Iran perché hanno un’economia in chiaro affanno e un debito ingovernabile.

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Gli Stati Uniti riprendono gli attacchi sull’Iran perché hanno un’economia in chiaro affanno e un debito ingovernabile.

Alessandro Volpi

Gli Stati Uniti riprendono gli attacchi sull’Iran perché hanno un’economia in chiaro affanno e un debito ingovernabile tanto da spaventare persino Madame Lagarde. Trump afferma anche che imporrà un dazio, subito dichiarato illegittimo dall’Agenzia marittima delle Nazioni Unite, pari al 20% del valore delle merci che transitano da Hormuz.L’effetto molto probabile sarà un’inflazione che potrebbe arrivare in Europa all’8/9 per cento, con una drammatica erosione del potere d’acquisto e con un rialzo dei tassi di interesse da parte della Bce. Tale rialzo è destinato a essere mortale per famiglie e imprese del Vecchio Continente, sottomesse ad una nuova austerity a cui si lega un accrescimento delle disuguaglianze. Tutto ciò in nome del tentativo, disperato, della presidenza Trump di risollevare l’economia Usa puntando sul controllo armato delle risorse fossili; quindi praticando continue guerre fino a quando il debito Usa non esploderà trascinando con sé tutti gli asset in dollari, a cominciare da quelli diffusissimi in Europa nelle varie tipologie di prodotti finanziari.

Nonostante questo i leader europei omaggiano la Nato, anzi si impegnano a spendere sempre più soldi nel riarmo, finanziando l’Ucraina che ormai è diventato un gigantesco hub militare dove affluiscono non solo i finanziamenti Ue ma le decine di miliardi di dollari delle grandi imprese produttrici di armi che scelgono di produrre lì, dove la manodopera costa poco e i vincoli ambientali sono inesistenti.

Quando i tassi di interesse europei arriveranno al 5% sui decennali per la concorrenza Usa e per l’esplosione dell’inflazione da guerra, i bilanci degli Stati inizieranno a diventare sempre più stretti e il riarmo continuerà ad assorbire risorse perché ci hanno detto che siamo in guerra con la Russia.

Il capitalismo finanziario Usa produce guerre e povertà diffusa, nel cuore dell’Europa sta sviluppandosi uno Stato dove la spesa militare è pari a poco meno del 50% del Pil, con un bilancio sul modello di Israele, ma dire che forse la Russia non è il primo pericolo in assoluto per la popolazione europea è un sacrilegio, di cui i chierici di stretta osservanza neoliberal pretendono la più immediata abiura.

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