La notte del 22 ottobre 1942 Genova subì il primo bombardamento a tappeto della RAF su una città italiana.
Cento bombardieri britannici Avro Lancaster sganciarono 179 tonnellate di bombe sulla città, con Piazza De Ferrari come punto di mira.
L’attacco rappresentò una svolta strategica: per la prima volta in Italia venne applicata la tecnica dell'”area bombing” teorizzata da Arthur Harris, comandante del Bomber Command britannico, soprannominato “the butcher” (il macellaio). Il bombardamento impiegò massicciamente spezzoni incendiari, che rasero al suolo più di 30 ettari di superficie edificata.I danni furono devastanti: vennero colpiti il centro storico, il porto, i cantieri navali e i quartieri orientali. Subirono gravi danni la stazione ferroviaria di Brignole, l’Ospedale di Pammatone, le chiese di Santa Maria in Passione e Sant’Agostino, Sottoripa e importanti palazzi come lo Spinola, il Tursi, San Giorgio e il Ducale. L’attacco causò 39 morti e centinaia di feriti.
La tragedia della Galleria delle Grazie
La sera successiva, il 23 ottobre, il panico scatenato dal bombardamento precedente causò una delle tragedie più drammatiche della guerra a Genova: una calca mortale si formò all’ingresso del rifugio antiaereo della Galleria delle Grazie presso Porta Soprana, causando la morte di almeno 354 persone schiacciate. Altre stime parlano addirittura di 500 vittime.
Questo bombardamento segnò l’inizio di una serie di attacchi devastanti che colpirono Genova fino alla fine della guerra, rendendo la città ligure uno dei centri urbani italiani più martoriati del conflitto.

