Manuel M Buccarella
Bloccate dai carabinieri mentre presentavano a bordo di una lancia al Lido di Venezia la nuova opera della street artist Laika (“We Are Coming“) a sostegno della Global Sumud Flotilla.
Bloccata dalle forze dell’ordine anche l’attrice italiana Anna Foglietta, qualificata testimonial e sponsor dell’iniziativa, che brandiva una bandiera della Palestina.
L’opera rappresenta una donna con la mano che indica la direzione, con sullo sfondo. Le forze dell’ordine hanno fatto scendere tutti dalla barca e sequestrato sia l’opera d’arte che la bandiera della Palestina.
“O si sta dalla parte degli oppressi, o si è complici. Anche il silenzio è complicità“, ha detto Laika, che a Barcellona ha dipinto sulle navi della Flotilla in partenza per Gaza. “L’arte oggi è un’azione pacifica e non violenta di sostegno alla Flotilla”, ha spiegato l’attrice. “Venezia – ha aggiunto Anna Foglietta – è un palcoscenico importante dove esprimere dissenso per quello che sta succedendo a Gaza. Quindi il mio primo pensiero e vicinanza va al popolo palestinese. Per questo mi spendo molto per il popolo della Striscia, perché se muore è come se morisse il mondo intero”, ha concluso l’attrice ricevendo il premio “Women in Cinema Award“, evento collaterale alla Mostra del cinema.
L’evento repressivo getta l’ennesima ombra sinistra – o per meglio dire “destra” – sul governo Meloni. Negli scorsi giorni la premier aveva “condannato” l’operato di Israele, per la sua “non proporzionalità”. Ma i fatti dicono che il governo in carica ha sempre sabotato, sia all’Onu che in sede UE, ogni proposta di cessate il fuoco e di applicazione di sanzioni ad Israele ed ai suoi esponenti, come quella, avanzata da Kaja Kallas, di sospendere il partenariato commerciale tra UE ed Israele per violazione dei diritti umani, come pure espressamente previsto dall’Accordo. Né ha inteso sospendere o revocare il Memorandum di collaborazione militare Italia – Israele. Leonardo Spa, azienda con una rilevante partecipazione pubblica (circa il 30%) continua a fornire a Tel Aviv armi (F-35 costruiti in parte anche da Leonardo), bulldozer attrezzati per la distruzione di edifici, tecnologie di sicurezza per la navigazione aerea e spaziale. L’Italia è il terzo fornitore di armi ad Israele.
Negli ultimi anni, a partire dal conflitto russo-ucraino e poi “grazie” al 7 ottobre, Leonardo ha moltiplicato ricavi ed utili, con evidente e conseguente vantaggio per le casse pubbliche.
Repressione modello decreto sicurezza
Onestamente si ha difficoltà a comprendere i motivi del fermo di Anna Foglietta, Laika e gli altri componenti dell’equipaggio, con sequestro non solo del natante, ma anche dell’opera d’arte e della bandiera della Palestina. Quale il reato commesso? Manifestazione non consentita? Ma non si tratta di una libera, legittima, manifestazione del pensiero tutelata dall’articolo 21 della Costituzione?
L’improvvisata dei carabinieri lascia pensare ad un committente romano che siede nella “stanza dei bottoni”: ci riferiamo alla Meloni o al ministro dell’interno Piantedosi, ad entrambi o comunque all’entourage. Fatto sta che questo spiacevole episodio puzza tanto dell’aria fetida che accompagna il decreto sicurezza. Evidente inoltre l’intento di censurare le voci libere di artisti/e capaci, grazie al loro prestigio ed ascendente, di scuotere l’opinione pubblica, anche semmai quella di chi fino ad ora ha votato per l’attuale maggioranza di governo.

