Ospitiamo e rimandiamo all’articolo ospitato da Blog sul sito de Il Sole 24 Ore, opinione piece di Francesco De Santis in tema di Pop Management.
Il blog è “Le Aziende InVisibili”, curato da Marco Minghetti, che racconta “la trasformazione delle aziende tradizionali in social organization: un nuovo modo di fare impresa che consente alle persone di lavorare con molta più efficienza attraverso la costituzione di community collaborative online”.
L’Opinion Piece in questione è firmato da Francesco De Santis, un professionista che combina background filosofico e competenze strategiche. Laureato in filosofia teoretica all’Università di Torino sotto la guida di Gianni Vattimo, ha successivamente ampliato la sua formazione con studi di marketing e comunicazione presso l’Accademia di Comunicazione di Milano. Ha applicato le sue competenze in ambito UX nel settore finanziario, occupandosi della realizzazione di front-end e interfacce applicative.
L’ERMENEUTICA COME CHIAVE DEL POP MANAGEMENT NEL WEB DESIGN
Francesco De Santis
Sono grato a Marco Minghetti per avermi offerto l’opportunità di contribuire al dibattito. Mi trovo particolarmente in sintonia con quanto espresso nell’Opinion Piece di Prolegomeni 20 dove si afferma che il Pop Management non ricerca “testi ripuliti, ben confezionati, limati, frutto di accurato editing, ben costruiti in sequenza’, ma privilegia invece ‘i testi segnati da cesure, da discontinuità, inciampi, salti logici, pluralità di voci sovrapposte […] Lì sta la conoscenza latente, la ricchezza nascosta della narrazione.” Questo approccio epistemologico della community rasserena le intenzioni del mio contributo, mettendolo al riparo, nell’alveo della buona fede e lontano dal crisma dell’autorevolezza accademica: è una proposta che non ambisce a essere né risolutiva né esaustiva, ma che si sforza di offrire una chiave interpretativa nell’ambito della progettazione delle interfacce applicative.La varietà del mio percorso formativo ha contribuito a sviluppare una prospettiva che integra diverse aree di studio permettendomi di proporre un approccio metodologico interdisciplinare. La varietà dei percorsi formativi mi ha permesso di scoprire connessioni innovative tra l’ermeneutica filosofica, lo Human-Centered Design e le teorie manageriali contemporanee. Questo intreccio di discipline, apparentemente distanti tra loro, ha dato vita a un dialogo costruttivo, che apre nuove prospettive interpretative (…)
Fermiamoci un attimo e riprenderemo a dare spazio a Francesco De Santis per provare a spiegare cosa sia il Pop Management .
Il Pop Management
Marco Minghetti ha ideato su LinkedIn una community attiva e produttiva di manager, docenti, studiosi, pensatori, specialisti, innovatori per sviluppare i “Prolegomeni al Manifesto del Pop Management”. Si tratta dell’ultima iniziativa del filosofo e scrittore Marco Minghetti, docente ed esperto di Risorse Umane, per fondare gruppo in grado di condividere le proprie idee e il proprio know-how e di delineare così i tratti distintivi di un nuovo modo di interpretare il management, in cui l’azienda diventi un organismo creativo e partecipativo. «Affinché la Pop Revolution del management possa portare al rinnovamento della Direzione HR, in linea con i valori e gli strumenti della contemporaneità, – chiarisce – un’azienda deve saper competere con i format della cultura pop contemporanea, dai podcast ai videogiochi, per restare rilevante e ascoltata da tutti i suoi stakeholder».
Leadership, Collaborazione, Organizzazione, Engagement, Storytelling, Sensemaking, Innovazione sono i sette pilastri Pop e ogni voce della community aggiunge una tessera nuova al mosaico dell’innovazione manageriale, individuando perciò nell’approccio multidisciplinare la forza del Manifesto del Pop Management e, dunque, nella creatività, nell’autenticità e nella collaborazione il vero motore del cambiamento.
Il contributo di Francesco De Santis
FONDAMENTI TEORICI E METODOLOGICILa transizione dal Management Umanistico al Pop Management rappresenta una svolta paradigmatica, che richiede, non solo nuovi strumenti concettuali, ma un ripensamento radicale del modo in cui concepiamo l’interazione tra persone e sistemi organizzativi. L’ermeneutica filosofica offre un quadro teorico sorprendentemente attuale per interpretare e guidare questa transizione, fornendo strumenti concettuali che possono arricchire significativamente l’approccio dello Human-Centered Design.Nel suo Verità e Metodo, Gadamer afferma che “l’essere che può venir compreso è linguaggio”[2]. Prendere in prestito questa intuizione assume una rilevanza notevole nel web design contemporaneo: ogni interfaccia digitale diventa effettivamente un linguaggio attraverso cui l’utente cerca di comprendere e interagire con il sistema. La prospettiva gadameriana si arricchisce ancora con il concetto di “fusione degli orizzonti”[3], che nel design delle interfacce si traduce nell’incontro tra l’orizzonte di comprensione dell’utente – formato dalle sue esperienze precedenti, competenze e aspettative – e l’orizzonte del sistema, con le sue possibilità e vincoli tecnici (…)
Per leggere l’intero ed interessante contributo invitiamo a consultare il seguente link
Prolegomeni al Manifesto del Pop Management 90. Innovazione Pop. Opinion Piece di Francesco De Santis

