Il primo governo guidato da Alcide De Gasperi entrò in carica il 10 dicembre 1945, segnando un momento storico fondamentale per l’Italia: fu l’ultimo esecutivo del Regno d’Italia e il primo guidato da un leader della Democrazia Cristiana.
Il governo rappresentava un’ampia coalizione di unità nazionale che includeva DC, PCI, PSIUP, PLI, Partito d’Azione e Partito Democratico del Lavoro. Il socialista Pietro Nenni ricoprì il ruolo di vicepresidente del Consiglio. L’esecutivo rimase in carica fino al 13 luglio 1946, per un totale di circa sette mesi.
De Gasperi assunse la guida del governo in un momento cruciale per l’Italia. Il paese usciva dalla guerra devastato e doveva affrontare la ricostruzione economica e sociale. Il 12 dicembre 1945 l’ammiraglio Ellery Stone annunciò che entro fine anno il territorio italiano sotto giurisdizione alleata, eccetto la Venezia Giulia e Udine, sarebbe stato restituito al governo italiano.
Il governo dovette gestire questioni urgenti come gli aiuti alimentari, le sanzioni contro i fascisti e la preparazione della transizione istituzionale. Il 16 marzo 1946 il Consiglio dei ministri varò il decreto per il referendum istituzionale e per le contemporanee elezioni dell’Assemblea Costituente.
