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Il governo, attraverso il ministro per l’ industria ed il Made in Italy Adolfo Urso ha proposto negli scorsi giorni una misura di contrasto all’ inflazione fondata sull’individuazione di un paniere di beni di ampio consumo e su di un patto anti-inflazione che dovrebbe coinvolgere produttori e distributori.
La logica del calmiere anti-inflazione è molto semplice: se un pacco di pasta da 500 grammi costa 75 centesimi, dal 1° ottobre al 31 dicembre di quest’anno, e solo in quei supermercati che aderiranno all’iniziativa promossa dal Mimit, il prezzo resterà bloccato anche qualora l’inflazione dovesse spingerlo verso l’alto. In cambio il supermercato potrà esporre – anche per fare del sano marketing – un bollino con un carrello della spesa tricolore, autorizzato caso per caso dal ministero delle Imprese e del Made in Italy per certificare l’adesione del locale alla campagna.
Il paniere a prezzi calmierati dovrebbe contenere i beni a più largo consumo come pasta, riso, latte, uova, olio.
In teoria tutto bene, ma l’industria si oppone al patto anti-inflazione
Nonostante la disponibilità della distribuzione, i produttori non vogliono aderire al trimestre a prezzi calmierati. Solo la grande distribuzione e il commercio danno la disponibilità al governo. Federdistribuzione: “Da mesi chiediamo all’industria di mostrare senso di responsabilità”. Ieri pomeriggio la doccia fredda con il no della produzione. A veicolarlo è una nota firmata da Centromarca, Associazione italiana dell’industria di marca, e da Ibc, Associazione industrie beni di consumo, che insieme rappresentano imprese con un giro di affari da oltre 150 miliardi. “Pur non mettendo in dubbio la validità delle motivazioni che portano il governo, attraverso il Mimit, a promuovere interventi a sostegno del potere d’acquisto delle famiglie, Centromarca e Ibc hanno ritenuto non praticabile la sottoscrizione del protocollo del trimestre anti-inflazione” spiega il comunicato.
Sempre ieri, prima del rifiuto dei produttori, Federdistribuzione, che riunisce imprese del mondo della distribuzione per un giro di affari di 75 miliardi, si era detta disponibile a partecipare alla creazione di un paniere a prezzi calmierati. Il presidente, Carlo Alberto Buttarelli, aveva spiegato che “la distribuzione moderna sta collaborando con il governo sul progetto di un trimestre anti-inflazione, dichiarando la propria disponibilità a firmare un protocollo, su un paniere di prodotti a prezzi calmierati, che assumerebbe maggiore efficacia se condiviso anche con il settore della trasformazione industriale”.
Seguiamo gli sviluppi . Certamente il porre dei vincoli alla crescita dei prezzi – il solo comparto alimentare ha subito a giugno un aumento dei prezzi del +10,5% è cosa buona. Dovrebbe diventare però una misura strutturale, da affiancare al controllo dei prezzi sulle fonti energetiche – in attesa del passaggio a fonti green e rinnovabili, dai costi potenzialmente bassi.
