La Patrimoniale del ddl di iniziativa popolare

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La Patrimoniale del ddl di iniziativa popolare

Alessandro Volpi

La narrazione tossica è ormai in pieno svolgimento. La presidente del Consiglio Giorgia Meloni si è presentata all’assemblea di Confcommercio e ha dichiarato con fermezza e orgoglio di aborrire qualsiasi ipotesi di patrimoniale perché la sua volontà è difendere gli italiani. In effetti, si tratta di capire quali italiani (e italiane..) vorrebbe difendere.

L’ipotesi di Patrimoniale oggetto della proposta di Legge di iniziativa popolare prevede un’aliquota dell’1% per la parte eccedente i due milioni di euro, con aliquote fino al 3,5% per la parte eccedente i 20 milioni di euro. In sintesi si tratterebbe di una platea di meno di 500 mila contribuenti su un totale di 42 milioni: quei 500 mila contribuenti hanno un patrimonio imponibile di oltre 3600 miliardi di euro. Forse non proprio l’italiano medio….. a cui, invece, è molto probabile farebbero comodo quei circa 60 miliardi di maggior gettito da destinare alla tenuta dello Stato sociale. Senza Patrimoniale del resto è difficile provare a correggere la distorsione per cui il 5% più ricco delle famiglie italiane detiene il 50% del totale della ricchezza nazionale.

Una cosa è certa: quei 500 mila contribuenti hanno davvero fin troppi difensori a Destra, tra i liberal e i progressisti.

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