L’OCCIDENTE E’ DAVVERO LA CULLA DELLA DEMOCRAZIA? QUANTO ACCADUTO DI RECENTE IN ROMANIA, GEORGIA, FRANCIA, SUD COREA E STATI UNITI IMPONE UNA ATTENTA RIFLESSIONE

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L’OCCIDENTE E’ DAVVERO LA CULLA DELLA DEMOCRAZIA? QUANTO ACCADUTO DI RECENTE IN ROMANIA, GEORGIA, FRANCIA, SUD COREA E STATI UNITI IMPONE UNA ATTENTA RIFLESSIONE

Luciano Graziuso

I Paesi non occidentali sono tutti antidemocratici, la maggior parte di essi è governata da regimi autoritari, tirannici, ed in alcuni casi i loro popoli si ritrovano come leader dei veri e propri demoni assetati di sangue, mentre al contrario gli Stati Uniti, Israele ed i vari stati membri dell’UE e della NATO sono sempre guidati da condottieri saggi, illuminati e soprattutto ispirati nella loro azione di governo da incrollabili principi di libertà, democrazia e rispetto dei diritti umani.

E’ praticamente da quando nasciamo che ci viene instillata la convinzione di appartenere ad un mondo privilegiato e moralmente superiore, dove ognuno può fare e dire quello che vuole (perché a tutti è garantita la massima libertà di espressione), limitato solo dagli articoli del Codice penale. In particolare, le tornate elettorali sono il più alto esempio di democrazia: ciascun cittadino, purché maggiorenne, grazie ad esse può scegliere liberamente il proprio candidato ed al termine del conteggio dei voti, al leader che avrà ottenuto più preferenze sarà dato l’incarico di guidare il proprio Paesi. Particolarmente nell’ultimo periodo, però, in varie parti del mondo occidentale si son verificati degli episodi alquanto “strani”, che hanno messo a durissima prova la veridicità di questo “mantra” e che soprattutto hanno fatto sorgere dei seri dubbi sull’effettiva libertà di espressione di cui godono i popoli, scoperchiando quindi inevitabilmente il reale funzionamento delle nostre “democrazie”.Per esempio quanto accaduto in Romania è un fatto strabiliante, a cui è ancora difficile credere: la Corte Costituzionale di questo Paese ha annullato la prima tornata delle elezioni presidenziali, tenutesi regolarmente, perché aveva vinto il candidato “sbagliato”, Georgescu, di sentimenti filorussi; i cittadini avevano semplicemente votato per l’esponente politico che, più di ogni altro, allontanava lo spettro della guerra, dato che giustamente i rumeni non intendono essere coinvolti nel conflitto russo-ucraino: un’ovvietà. Eppure è accaduto: un’istituzione ha praticamente cancellato la volontà popolare senza dare valide spiegazioni, né tantomeno apportare prove alla risibile tesi dell’ “intromissione” russa nella campagna elettorale.

La presidente georgiana, uscita sconfitta dalle ultime elezioni, ha annunciato che “rifiuta categoricamente di dimettersi”, nonostante il chiaro pronunciamento popolare, e nel contempo, incredibile ma vero, sobilla la minoranza al non rispetto del verdetto uscito dalle urne e la sprona a creare disordini nel Paese, cosa che sta puntualmente avvenendo. Ovviamente in Italia i mass-media riportano la questione a modo loro, facendo credere che le forze dell’ordine stiano reprimendo una protesta giusta.

In Francia il presidente Macron ha rinviato il più possibile, con varie motivazioni strumentali (ultimo il contemporaneo svolgimento delle Olimpiadi a Parigi), le elezioni politiche, onde evitare di dover affidare il governo all’opposizione, sapendo bene che il suo partito e gli altri moderati ne sarebbero usciti sconfitti. A voto ultimato, ha dato l’incarico di formare l’esecutivo a tale Barnier, quasi scomparso da tempo dalla scena politica, il cui partito era arrivato ultimo col 6,5% delle preferenze; al contrario Melenchon, l’effettivo vincitore delle elezioni, non è stato neanche minimamente preso in considerazione, calpestando di fatto la volontà della maggior parte del popolo francese. Anche in questo caso, siamo decisamente di fronte ad uno strano modo di applicare la democrazia.

A proposito di democrazia, tra gli stati occidentali che credono di incarnare perfettamente questo valore non si possono non citare gli Stati Uniti; qui il presidente uscente Biden, dopo aver dato la grazia al figlio per una serie di gravi reati da lui stesso ammessi (tra cui in primis la frode fiscale), prima di togliere il disturbo si sta generosamente spendendo in tutti i modi per far scoppiare la terza guerra mondiale, aumentando esponenzialmente il quantitativo di dotazioni militari fornito all’Ucraina. Non contento di ciò, per non farsi mancare nulla, ha anche spedito al suddetto Stato un altissimo numero di missili a lungo raggio, addirittura spronando pubblicamente e a più riprese Zelensky a usarli per colpire in profondità il territorio russo. Tutto questo sempre in barba alla volontà popolare, che aveva precedentemente espresso la propria preferenza a Trump proprio allo scopo di evitare un’escalation del conflitto…

Un altro fulgido esempio di democrazia ci è fornito dal modo di gestire le manifestazioni negli USA, durante le quali si registrano sempre centinaia di arresti, molto spesso del tutto immotivati. Passando alla Germania, alcuni mesi fa un bambino di una decina d’anni che sventolava semplicemente una bandiera palestinese è stato, sempre nel nome della democrazia, inseguito da alcuni agenti di polizia; costoro lo hanno bloccato e gli hanno sottratto il pericoloso oggetto in questione.E che dire della nostra cara Italia? Grazie al governo Meloni, la messa in pratica dei valori democratici procede sempre più a gonfie vele. Per quanto riguarda il tema delle manifestazioni, l’attuale esecutivo si è dimostrato addirittura una spanna sopra agli Stati Uniti: perché permetterle per poi arrestare buona parte dei partecipanti, quando si può, ancor più semplicemente, proibirle del tutto in partenza? Ed è qui che è nata la brillante idea di scrivere il ddl 1660 (che è del tutto incostituzionale, ma questo in democrazia è solo un dettaglio insignificante…) il quale, nel caso in cui passasse, punirebbe come reato qualunque espressione di dissenso.

Degne di nota sono anche le innumerevoli precettazioni che il ministro Salvini dispone in occasione di scioperi generali, a suo dire per non danneggiare troppo i cittadini. Infine, sebbene ormai secondo numerosissimi sondaggi oltre il 70% del popolo italiano è contrario all’invio di armi all’Ucraina e ad Israele, il nostro governo se ne infischia beatamente e continua, democraticamente, a fornire a queste nazioni strumenti di morte. Almeno per quanto riguarda le questioni di vitale importanza (mai aggettivo fu più azzeccato…) come quella di cui si è appena parlato, sarebbe opportuno indire un referendum per permettere ai cittadini di esprimersi, anche se poi, dato che siamo in democrazia, non sarebbe comunque affatto scontato che la volontà popolare venisse presa in considerazione (basti vedere, ad esempio, ciò che è accaduto in occasione dei Referendum riguardanti il finanziamento pubblico ai partiti e l’acqua pubblica…).

E’ andata male, invece, al presidente sudcoreano Yoon, che ha provato ad instaurare nel suo paese la legge marziale, venendo subito bloccato nel suo intento dalle forti proteste del popolo. Semmai dovesse trovarsi tra le mani quest’articolo, gli consiglieremmo di adottare, in futuro, un approccio meno “diretto” nell’attuare misure “democratiche” come lo stato d’assedio e di seguire invece il metodo più “soft” portato avanti dalla Romania e dalla Georgia: il risultato, come abbiamo visto, è garantito.

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