Riportiamo l’introduzione di “Magnifica Humanitas”, la prima enciclica di papa Leone XIV, che esprime preoccupazione per lo sviluppo e le applicazioni dell’intelligenza artificiale, con particolare riferimento alle giovani generazioni.
Nell’enciclica il pontefice esprime la necessità di un controllo etico e pubblico, con un discernimento morale paragonabile a quello invocato per il disarmo nucleare, evitando che algoritmi discriminatori blocchino l’accesso al lavoro o alle cure. Al centro deve rimanere la persona umana. La tecnologia deve essere al servizio del bene comune e non sostituire il valore inestimabile della relazione umana.
“Magnifica humanitas è nata dall’ascoltare come fece Leone XIII. Ho ascoltato scienziati e ingegneri che lavorano con sincero entusiasmo su tecnologie capaci di alleviare immense sofferenze; leader politici e funzionari pubblici che hanno cercato con tenacia norme eque; genitori e insegnanti profondamente preoccupati del futuro delle generazioni più giovani.Mi sono giunte anche altre voci molto preoccupanti, riguardo a sistemi d’armi sempre più autonomi, che praticamente nessun uomo e nessun governo può davvero controllare. Sento racconti molto preoccupanti di algoritmi che possono bloccare l’accesso alle cure sanitarie, al lavoro e alla sicurezza sulla base di dati inquinati da pregiudizi e ingiustizia. E ho sentito il silenzio di coloro che non hanno voce quando vengono prese le decisioni, decisioni che rischiano di generare nuove forme di esclusione e di sofferenza.Da questo ascolto è maturata una convinzione allarmante espressa in Magnifica humanitas: l’intelligenza artificiale deve essere disarmata. Si tratta di una parola forte, lo so, ma è stata scelta volutamente perché questo momento ha bisogno di parole capaci di attirare attenzione, risvegliare coscienze e indicare la strada da seguire per l’umanità.La Chiesa si adopera da molto tempo per il disarmo nucleare, consapevole che ogni grande potere tecnologico può incidere sulla vita delle persone e quindi deve essere accompagnato da un discernimento morale e un controllo pubblico adeguati. Il disarmo nucleare continua a essere un servizio alla pace e alla dignità della famiglia umana.In modo analogo, l’intelligenza artificiale esige ora di essere “disarmata”, liberata dalle logiche che la trasformano in uno strumento di dominazione, esclusione e morte. Come l’energia nucleare, deve essere al servizio di tutti e del bene comune. Le decisioni riguardanti la tecnologia non devono mai essere separate dalla coscienza e dalla responsabilità
