POLI BORTONE E MELONI: DUE FACCE DELLA STESSA MEDAGLIA. ENTRAMBE DEGNE RAPPRESENTANTI DEL “MODUS OPERANDI” DELLA DESTRA IN ITALIA

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POLI BORTONE E MELONI: DUE FACCE DELLA STESSA MEDAGLIA. ENTRAMBE DEGNE RAPPRESENTANTI DEL “MODUS OPERANDI” DELLA DESTRA IN ITALIA

Luciano Graziuso

POLI BORTONE E MELONI: DUE FACCE DELLA STESSA MEDAGLIA. ENTRAMBE DEGNE RAPPRESENTANTI DEL “MODUS OPERANDI” DELLA DESTRA IN ITALIA.

La prima cosa che viene in mente pensando a queste due rappresentanti della politica italiana è che si tratta di due donne che ricoprono cariche importanti: Adriana Poli Bortone è stata da poco eletta sindaco del Comune di Lecce, mentre Giorgia Meloni è stata nominata presidente del Consiglio nelle scorse elezioni politiche; ma sono in particolare il modo di esercitare il potere e il tipo di comunicazione con i mezzi d’informazione e con l’opposizione che le accomunano più di qualunque altra cosa.

Parlando della prima cittadina del capoluogo salentino, va rilevato che il 7 ottobre scorso in un’intervista ha dichiarato, tra le altre cose, di aver ereditato una brutta situazione pregressa e che i tanti ingorghi e l’intenso traffico in vari punti nevralgici della città (oggetto di severe critiche da parte di molti leccesi) sono da addebitare in toto alla precedente amministrazione. Ma è martedì che ci ha messo il carico da 90, accusando il suo predecessore, Carlo Salvemini, di aver violato la legge a proposito del PUG, accusa subito rispedita al mittente dal precedente amministratore.

Per finire, già da qualche mese la sindaca ha deciso di chiudere tutti i propri profili social in quanto “in queste piattaforme circola troppo odio”, dimenticandosi però di averli molto utilizzati lei stessa in campagna elettorale, e soprattutto proprio per denigrare l’operato dell’ex primo cittadino, in alcuni casi addirittura per attaccarlo personalmente. Qualcuno ha osato collegare questa scelta (è solo un sospetto malevolo?) alle sempre più numerose lamentele e critiche di elettori della stessa destra nei confronti della nuova giunta cittadina…Quel che ci preme rilevare, malevolenza o no, è però che in questi comportamenti si possono facilmente riscontrare diversi “marchi di fabbrica” della politica di destra a livello nazionale: il mettere le mani avanti prima di essere possibili destinatari di critiche per delle problematiche di cui si dovrebbe dar conto (prevenire è meglio che curare…); i pesanti attacchi, spesso gratuiti e senza alcuna prova, nei confronti dell’opposizione (facilitati dalla stragrande maggioranza dei mezzi di comunicazione, che rimandano da ogni dove la stessa narrazione, vera o falsa che sia) e il fuggire il più possibile davanti al confronto, soprattutto alle interviste dei giornalisti che potrebbero fare delle domande “scomode”, per quanto, si sa, nel nostro Paese questo “rischio” sia alquanto basso. Quest’ultima “strategia” era stata peraltro già evidenziata prima delle elezioni amministrative, quando evitò accuratamente un confronto diretto con l’avversario, per quanto da tenersi in una tv locale di proprietà di un suo fedele alleato politico di vecchia data.

Un’altra caratteristica indelebile dei politici di destra sono le promesse non mantenute, ma di questo magari torneremo a parlare più in là, in quanto a livello locale è ancora troppo presto, essendosi la Poli Bortone insediata da pochi mesi; le premesse, però, non sono buone, perché ancora nulla è stato fatto nemmeno per l’Università e per le Marine, queste ultime vero e proprio cavallo di battaglia che ha contrapposto ferocemente in campagna elettorale la giunta attuale alla vecchia.

Per quanto riguarda la Presidente del Consiglio, Giorgia Meloni, non si può non notare che vi sono chiare analogie con ciò che fa la stessa parte politica qui a Lecce: per giustificare, infatti, due non certo entusiasmanti anni di governo e per paventarne altri tre altrettanto drammatici, se non peggiori, lei e il suo ministro dell’Economia, Giorgetti, non perdono l’ occasione di scaricare l’intera colpa della mancanza di fondi sui 5 Stelle, rendendosi ovviamente sempre più ridicoli man mano che passa il tempo; Giorgetti, come del resto la premier, fin dai primi tempi dell’insediamento dell’attuale esecutivo si lamenta di avere “ereditato” un fantomatico “buco di bilancio” dal governo precedente, senza preoccuparsi di dimostrarlo, tanto che l’opposizione ogni volta chiede, inutilmente, che questo deficit venga “documentato”. Quanto agli attacchi violenti rivolti agli avversari politici vi sono ormai innumerevoli casi, il più emblematico dei quali, a nostro avviso, vede la Meloni rivolgersi con grande livore e scompostamente all’ex premier Giuseppe Conte, nel 2019, in particolare per l’eccessivo costo della benzina, quando poi lei stessa ultimamente ha addirittura aumentato il costo del carburante per i motori diesel…

Maestra è poi la Presidente nel sottrarsi al confronto politico e con i giornalisti; si presenta pochissimo in Parlamento, tanto che l’opposizione spesso protesta per questo atteggiamento che denota grande arroganza; inoltre, diserta anche le possibili conferenze stampa, compresa l’ultima prevista come da prassi per un bilancio dei suoi primi due anni di governo. Non è successo nulla, però, nessuno ha obiettato niente, a conferma del fatto che l’informazione in Italia è completamente “addomesticata”.

In conclusione, per quanto riguarda le promesse fatte e non mantenute, l’elenco sarebbe estremamente lungo ma, poiché nessuno la contraddice, lei può dire sempre quello che vuole, ed è ciò che fa.

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