Luciano Graziuso
PUTIN E TRUMP SEMBRANO VICINI A UN ACCORDO. POTREBBE FINALMENTE VOLGERE AL TERMINE LA GUERRA TRA RUSSIA E UCRAINA
Si intravede qualche spiraglio di pace sul fronte ucraino: stando alle ultime dichiarazioni dei presidenti di Stati Uniti e Russia, a breve dovrebbero partire i negoziati con lo scopo di far terminare il conflitto e di far cessare finalmente una terribile perdita di vite umane.
Come ben sappiamo, il 24 febbraio del 2022 Putin aveva ordinato l’inizio di quella che lui ha sempre definito “Operazione militare speciale”, cioè un intervento delle truppe russe nel territorio ucraino, inevitabile per scongiurare gravissimi pericoli per la stessa sopravvivenza della repubblica russa. L’attacco si era rivelato infatti necessario in risposta a decenni di continue provocazioni subite da quest’ultima e portate avanti dall’Ucraina, dagli USA, da molti stati membri dell’UE e soprattutto dalla NATO che, a causa della sua esagerata ed incontrollata espansione ad est, minacciava sempre più apertamente il leader russo ed il suo popolo.
La situazione era precipitata in particolare a partire dal 2014, dopo il colpo di stato di piazza Maidan, fomentato con ogni mezzo dall’Occidente e dagli Usa in particolare, la cacciata del Presidente Yanukovich , l’insediamento di Poroschenko al suo posto e il diffondersi, nel paese che aveva fatto parte integrante della Russia sovietica, di milizie e spiriti dichiaratamente neonazisti e sentimenti russofobici.
Il conflitto cui la recente elezione di Trump e il presidente Putin stanno per mettere fine, infatti, ha radici ben più lontane del febbraio ’22; inizia nel 2014, in Donbass, una regione ucraina abitata a maggioranza da popolazioni russofone e russofile, a partire da quegli eventi sottoposte ad attacchi di milizie ucraine neonaziste, sottoposte a bombardamenti, costrette a vivere nelle cantine per non essere prese di mira da cecchini appena uscite all’aria aperta etc etc.
Questa è, a grandi linee, la storia pregressa del conflitto russo-ucraino che nessuno mai mette in luce, preferendo far credere che un bel giorno Putin si sia svegliato e abbia detto: ”Ohibò, oggi voglio attaccare l’Ucraina!”, così, per un capriccio da uomo di potere sanguinario e crudele, come del resto è descritto da quasi tutto il sistema mediatico nostrano. In realtà le cause di un conflitto che ha purtroppo causato centinaia di migliaia di giovani vite spezzate sono molto più complesse di quanto facili analisi abbiano contrabbandato in tutti questi anni, anche noi per brevità abbiamo potuto solo accennare a qualcosa e non essere assolutamente esaurienti.
Questa guerra, condotta con armi modernissime e crudeli nel cuore d’Europa, ha messo veramente in serio pericolo la sicurezza e l’esistenza stessa del Vecchio Continente, minacciato anche dalla possibilità che si usassero armi termonucleari e che il tanto decantato pacifismo del mondo occidentale non reggesse alla prova dei fatti; perciò è tanto più prezioso l’intento, da parte dei due leader, Putin e Trump, di arrivare finalmente ad un accordo ed alla fine delle ostilità; a breve dovrebbero incontrarsi faccia a faccia con lo scopo di trovare la soluzione migliore possibile per entrambe le parti, tenendo ben conto però del fatto che i successi militari russi sul campo non sono annullabili e che l’ingresso dell’Ucraina nella Nato è un’opzione irrealizzabile, essendo questa proprio uno dei motivi principali dello scoppio del conflitto. Trump ne ha preso già atto e nelle sue recenti dichiarazioni l’ha fatto chiaramente intendere. Va dato atto in particolare a quest’ultimo che, pur essendosi contraddistinto in negativo per quanto riguarda il suo modo di agire in molte altre questioni ( ad esempio la tragica situazione in Palestina e la posizione molto ostile assunta nei confronti dell’Europa e soprattutto dei migranti), si stia effettivamente spendendo efficacemente per mantenere la famosa promessa fatta in campagna elettorale, ovvero “il raggiungimento della pace tra Russia e Ucraina”. Pur avendo tantissimi limiti e difetti, infatti, il capo della Casa Bianca ha dimostrato fin dal primo momento di aver compreso appieno la pericolosità di questo conflitto nel cuore dell’Europa e la portata dei danni che potrebbe creare a tutte le parti in causa. Ragionamento che sembra piuttosto banale e che avrebbero dovuto fare tutti i leader nel corso di questi anni, ma che invece, a cominciare dal suo predecessore Biden, non ha seguito nessuno: al contrario, assurdo ma vero, gli USA, la NATO e i vari Stati membri dell’UE fin dallo scoppio del conflitto russo-ucraino hanno dato vita ad una “gara di follia” tra loro, gettando continuamente benzina sul fuoco invece di inseguire la pace. Dal 24 febbraio 2022 ad oggi, infatti, l’ex presidente democratico degli Stati Uniti ha stanziato miliardi su miliardi di dollari per fornire armi all’Ucraina, spingendola inoltre ad attaccare in profondità il territorio russo; lo stesso ha fatto la quasi totalità dei membri dell’UE, compresa l’Italia, tra l’altro unico Stato a non svelare ai propri cittadini quali strumenti di morte venissero inviati, ad hoc coperti dalla secretazione; il leader francese, Macron, ha addirittura minacciato l’invio di soldati e l’inglese Johnson si è spinto oltre, facendo saltare accordi già in dirittura d’arrivo faticosamente raggiunti in Turchia neanche due mesi dopo l’inizio delle ostilità. Il tedesco Scholz, da parte sua, pur essendo stata la Germania privata dei suoi preziosi buoni rapporti con la Russia e dei suoi gasdotti nel Mar del Nord da cui le arrivava il gas a buon mercato, fatti saltare in aria dagli ucraini, ha continuato ad avere un atteggiamento autolesionistico ed economicamente suicida; tutto ciò sta costando all’Italia e all’UE l’ovvia esclusione dai negoziati di pace e secondo noi inevitabile data la miopia politica, l’atteggiamento belligerante e l’arroganza dei suoi capi di stato. Purtroppo si intravedono pochi spiragli, invece, per quanto riguarda la sofferenza del popolo palestinese poiché anche Trump, sfortunatamente, sta portando avanti la consolidata politica estera degli Stati Uniti, che vede questi ultimi saldamente al fianco di Israele e addirittura fa dire al neo presidente che gli abitanti di Gaza dovrebbero abbandonare tutti la loro terra e andare altrove, cosa che ha entusiasmato il criminale genocida Netanyahu.

