Crocifisso Aloisi
Non ci posso credere, avete nuovamente abboccato…
Parliamo delle modalità con cui i media, ufficiali e non, hanno commentato l’incontro tra Prevost ed Herzog.I media ufficiali hanno avuto un tono soft, improntato sulle regole della diplomazia e del formalismo tipico degli incontri diplomatici, senza sferrare alcun tipo di attacco frontale e diretto al Pontefice. Non avrebbero mai potuto farlo né lo hanno fatto ovviamente.
Il lavoro sporco questa volta è stato affidato a quegli opinionisti, influencer, utenti Facebook con migliaia di seguaci che hanno portato avanti una diffusa e capillare attività di denigrazione del Santo Padre reo, a loro dire, di essersi piegato al potere sionista.
Si tratta di profili, alcuni anche anonimi e creati ad arte, che attirano le attenzioni di molti utenti convinti di seguire personaggi del dissenso che farebbero informazione alternativa (diverse volte fanno analisi alternative, ma lo fanno soltanto per farsi accreditare proprio come dissenso per poi colpire al momento opportuno laddove i media ufficiali non possono farlo per svariati motivi) . Si tratta insomma di quelli che in gergo vengono definiti ‘falso dissenso’ oppure ‘gatekeeper’ cioè personaggi organici al sistema.
Purtroppo anche questa volta tantissimi di voi, persone anche a noi vicine, vi siete lasciati trasportare senza alcun dubbio da questi profili Facebook. Insomma avete reagito con la pancia piuttosto che con la logica. Sarebbe infatti bastato leggere qualche comunicato stampa di organi di informazione ufficiali della Santa Sede, come ad esempio l’Osservatore Romano , per comprendere facilmente come non fosse vero che l’incontro tra il Papa ed il presidente israeliano lo abbia richiesto la Santa Sede, che non è vero che non si sia parlato di Gaza, del genocidio in atto e delle altre barbarie che giungono quotidianamente da quei territori. Che non c’è stato alcun appoggio da parte del Papa all’azione criminale israeliana i cui obiettivi sono spesso anche i cattolici presenti in Terra Santa.Non solo, ma il Papa ha ribadito che per la Santa Sede rimane in piedi l’opzione più sgradita ad Israele, cioè la creazione di uno Stato Palestinese indipendente.
Non vi siete neanche chiesti quali fossero le fonti dei profili gatekeeper per affermare che non c’ è stato nulla di tutto ciò. Sono i profili del falso dissenso da cui avete attinto ‘informazioni’ per fare i vostri post contro il Santo Padre. Per l’ennesima volta siete diventati, insomma, prede e pedine dell’ informazione ufficiale e avete contribuito a diffondere fake news pericolose e a fare soltanto danni, che è poi l’obiettivo ed il ruolo dei gatekeeper. Ma voi non imparate mai.Per quelli allergici ai media religiosi consiglio di leggere l’articolo pubblicato oggi da un organo di informazione lontanissimo dalle posizioni cattoliche, come il Manifesto, che fa un’analisi politica dell’ incontro abbastanza corretta e molto vicina alla realtà.
Il tentativo di imboscata fatta ai danni della Chiesa da parte israeliana ha avuto il suo culmine con la foto di fine incontro: dalle immagini è evidente l’imbarazzo ed il distacco da parte del pontefice. Questa foto ha scatenato il mondo del falso dissenso e voi ci siete nuovamente cascati, che è poi l’atteggiamento tipico degli analfabeti funzionali.Se poi mi vorreste chiedere i motivi per cui Papa Prevost sia oggetto di continui attacchi più o meno subdoli da parte di un mondo che ormai è in completo e quotidiano disfacimento non aspettatevi risposta, già è molto difficile farvi comprendere l’ABC dell’ informazione, figuriamoci se dovessimo analizzare tesi un pochino più complesse !!!


