“Trattato di Kensington”: gli anglo-franco-tedeschi si preparano alla guerra contro la Russia

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“Trattato di Kensington”: gli anglo-franco-tedeschi si preparano alla guerra contro la Russia

Manuel M Buccarella

Il trattato di Kensington firmato da Germania e Gran Bretagna, mirato ad una collaborazione militare “spinta” tra i due Paesi, è un evidente manifestazione dell’ escalation in atto nel conflitto russo-ucraino. In pratica questi due Paesi, interessati a breve, soprattutto la Germania, da un prepotente “riarmo”, si stanno preparando per un attacco od un contrattacco alla Russia. Il cessate il fuoco incondizionato che vorrebbero dalla Russia i “partner” dell’Ucraina vedrebbe poi fare scendere in campo truppe dei “volenterosi” che non solo presidierebbero la “pace’, ma che consentirebbero, con l’incrementarsi degli “aiuti”, il rafforzamento militare dell’Ucraina. La Russia non accetterà mai, come pure non accetterà mai quella pace “giusta e duratura rispettosa dell’integrità territoriale ucraina”. E come fare per convincerla del contrario? Con la forza delle armi e dunque con quel mixtum compositum di bruta guerra e sanzioni economiche.

E poi, «di fronte all’aggressione russa in Ucraina e alle ambiguità dell’America di Donald Trump, le tre maggiori potenze (Francia inclusa) europee prendono direttamente nelle loro mani l’onere di garantire la sicurezza del Continente».Per “sicurezza” intendono anche la produzione e l’impiego di missili a lungo raggio da far partire dal territorio ucraino per colpire la Russia.

Pare dunque che la UE si stia preparando ad attaccare la Russia nell’ambito del programma “Scudo Europeo” proposto dall’ex cancelliere tedesco Olaf Scholz. Non ha usato mezze parole l’ex ministro tedesco per gli incarichi speciali Wolfgang Schmidt che, al Consiglio Atlantico, ha annunciato lo sviluppo delle «capacità per un attacco convenzionale preciso contro la Russia. Spero che sarà possibile tra 10-15 anni, senza l’aiuto dei nostri amici americani». Schmidt si è anche vantato del fatto che la Germania stia schierando cinque Brigate in Lituania, mentre altri paesi europei «stanno facendo lo stesso sul fianco orientale, in Polonia» ha esultato Schmidt.

Il Corriere della Sera rappresenta con entusiamo il “Trattato di Kensington”, il più importante patto tra Gran Bretagna e Germania dalla fine della Seconda guerra mondiale, incentrato sulla cooperazione in materia di sicurezza e difesa, un patto che comprende, tra l’altro, «lo sviluppo congiunto di un nuovo sistema di missili a lungo raggio» da fornire a Kiev in modo da poter «colpire in profondità la Russia… per difendersi meglio». Il primo ministro britannico Keir Starmer «ha detto che oltre a un elemento aereo-navale ci sarà anche un elemento terrestre, cioè truppe sul terreno» da mandare in Ucraina (sempre da Corsera).

Fabrizio Poggi oggi per l’ AntiDiplomatico ricorda come i piani operativi d’attacco alla Russia sono forse relativamente “recenti”, ma la volontà di espansione e di guerra parte da un po’ più lontano. Per rimanere al solo periodo degli anni duemila, basti solo ricordare l’ammonimento a non tirare troppo la corda, rivolto da Vladimir Putin all’Occidente a conclusione della seduta del Consiglio Russia-Nato a Bucarest nell’aprile 2008. Ma, intanto, la situazione al punto in cui è giunta oggi, vede un cancelliere tedesco che assicura il prossimo invio, forse già nelle prossime settimane, di sistemi missilistici “Patriot” a Kiev. Berlino fornirà quelli attualmente in servizio in Germania, per poi rimpinguare i propri arsenali con nuovi acquisti dagli USA. “D’altronde, il “nuovo sistema” inaugurato da Donald Trump ed entusiasticamente accolto dai palazzi euroguerrafondai è proprio questo: mandare a Kiev le proprie armi e comprarne di nuove per gli allegri profitti del complesso militare-industriale yankee”, scrive Poggi.

“Parlando a conclusione dei conciliaboli londinesi, Merz ha tralasciato volutamente di specificare la questione della “consegna” all’Ucraina o la “costruzione” in Ucraina di tali sistemi d’arma, così come per i missili a lunga gittata “Taurus”. Ufficialmente, ipotizza il corrispondente di guerra Aleksandr Kots, Berlino può non consentire al trasferimento di “Taurus” a Kiev, ma ciò non impedisce l’avvio dell’assemblaggio di sue componenti in Ucraina. Kots, che si dice preoccupato per le dichiarazioni del Maggiore Generale Christian Freuding, secondo cui i primi “Taurus” potrebbero essere consegnati a Kiev già a fine luglio, ricorda che lo scorso maggio era stato firmato un memorandum sulla loro produzione (o l’assemblaggio di parti finite) direttamente in Ucraina, anche per mascherarne in certo qual modo l’aperta fornitura. Oltre a Kots, anche altri osservatori ipotizzano che Berlino cerchi di spacciare i propri “Taurus” per uno sviluppo congiunto, coi missili che verrebbero consegnati smontati, assemblati e presentati come armi ucraine. Così, Merz può parlare della fornitura, «nelle prossime settimane e nei prossimi mesi», di sistemi missilistici a lungo raggio, sviluppati «nell’ambito della cooperazione industriale che abbiamo concluso» con Kiev.

Il tutto, nell’ambito di quanto ribadito, questa volta dal premier britannico Starmer, di «portare Putin al tavolo delle trattative e chiedere un cessate il fuoco incondizionato… di pace attraverso la forza. Ed è per questo che dobbiamo fornire all’Ucraina le capacità di cui ha bisogno per essere nella posizione più forte possibile». Questo, senza fare assolutamente mistero del «lavoro iniziato mesi fa da centinaia di esperti militari di diversi paesi», che hanno messo a punto «piani per l’aria, il mare e la terra… Ora c’è a Parigi un quartier generale, operativo da circa un mese e… una struttura di comando. Si può quindi passare dalla fase di pianificazione all’attuazione molto rapidamente». Cioè: tutto è pronto per l’attacco.Lo conferma ai Comuni il suo ministro della guerra, John Healey: se si raggiungerà il cessate il fuoco, una “coalizione di volenterosi”, che include la Gran Bretagna, invierà aerei, soldati e navi in Ucraina. Il compito di questa forza sarà rafforzare le difese dell’Ucraina su terra, mare e aria e quando la forza sarà schierata, verrà istituito a Kiev un quartier generale di coordinamento, guidato da un ufficiale britannico.«Quando arriverà la pace, saremo pronti» ha affermato Healey. (Poggi)

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