Manuel M Buccarella
Ieri si è tenuto, come noto, un infuocato incontro alla Sala Ovale della Casa Bianca tra il presidente degli Stati Uniti, Donald Trump, e il presidente ucraino, Volodymyr Zelensky, che si è concluso con un acceso scontro verbale e senza la firma di alcun accordo.
La discussione, inizialmente focalizzata su un accordo per l’accesso degli Stati Uniti alle risorse minerarie ucraine, è degenerata quando Trump ha accusato Zelensky di essere “ingrato” e di “giocare con la Terza guerra mondiale”, consigliandogli di tornare quando fosse pronto per la pace. Trump inoltre ha più volte ribadito il concetto che Zelensky non avesse “carte da giocare” e che avesse un comportamento irrispettoso nei confronti del presidente degli Stati Uniti e di un Paese che l’aveva sempre sostenuto fin dall’inizio dell’invasione russa.
La condotta di Trump e del vicepresidente Vance è stata certamente irriguardosa ed in violazione dei più elementari principi di buona condotta e di diplomazia. Avrebbero potuto utilizzare maggior garbo e galateo nel far comprendere a Zelensky che la posizione sua e del suo Paese sia del tutto marginale circa la soluzione del conflitto. L’unica cosa positiva è stata che finalmente Trump ha dismesso quella maschera di ipocrisia che per tanto tempo ha accompagnato l’atteggiamento statunitense in merito al conflitto russo-ucraino, facendo così intendere che le sorti della guerra dipendono dai principali attori della stessa, cioè Stati Uniti d’America e Russia.
Reazioni internazionali
Le reazioni internazionali sono state immediate:
Unione Europea: Diversi leader europei hanno espresso sostegno a Zelensky. Il presidente francese Emmanuel Macron ha sottolineato la resilienza dell’Ucraina e ha ribadito che la Russia è l’aggressore. La presidente della Commissione Europea, Ursula von der Leyen, ha lodato la dignità mostrata da Zelensky durante l’incontro.
Spagna: Il primo ministro Pedro Sánchez ha affermato che “l’Ucraina non è sola”, traducendo il suo messaggio in ucraino e inglese per maggiore enfasi.
Italia: La presidente del Consiglio, Giorgia Meloni, ha espresso preoccupazione, affermando che “ogni divisione dell’Occidente ci rende più deboli”.
Ungheria: In contrasto, il primo ministro Viktor Orbán ha sostenuto le critiche di Trump nei confronti di Zelensky.
In Ucraina, l’ambasciatrice Oksana Markarova ha espresso sgomento per il fallimento delle negoziazioni, percepito come un’umiliazione pubblica per Zelensky. Analisti ucraini temono che questo episodio possa rappresentare uno dei momenti peggiori nelle relazioni bilaterali tra Ucraina e Stati Uniti, con possibili ripercussioni sulle future negoziazioni di pace e sull’alleanza difensiva.
La stampa internazionale ha ampiamente coperto l’evento, evidenziando la gravità dello scontro e le possibili implicazioni geopolitiche. La CNN ha riportato che l’incontro è degenerato in una lite nello Studio Ovale, mentre l’Associated Press ha sottolineato le critiche mosse da Trump a Zelensky durante la riunione.
Fonti: Huffington Post, Tg 24 Sky, El País, Cnn, AP News, Euronews
