Silvana Sale
Negli ultimi anni si รจ sentito spesso parlare di un presunto piano USA per attaccare Venezuela e debellare il socialismo.
La realtร , perรฒ, รจ molto diversa e decisamente piรน improbabile. Gli Stati Uniti hanno storicamente ostacolato i governi socialisti in America Latina, come anche a Cuba o in Nicaragua, ma oggi una guerra diretta sarebbe quasi impossibile da realizzare.Unโinvasione militare richiederebbe trilioni di dollari e un sostegno massiccio interno ed internazionale, qualcosa che nessun governo puรฒ permettersi facilmente, tanto meno in questo momento gli Stati Uniti.Inoltre, Russia, Cina e altri attori internazionali hanno legami strategici con questi paesi odiati dagli USA, un attacco militare diretto rischierebbe di trasformarsi in un nuovo conflitto globale, dove uscirebbero perdenti.La popolazione locale e lโopinione internazionale ostacolerebbero qualsiasi operazione militare aperta. Per questo oggi gli USA preferiscono usare sanzioni economiche, pressione diplomatica e campagne mediatiche, strumenti meno rischiosi.
Parlare di attacchi diretti a terra contro Venezuela, o Cuba e Nicaragua รจ quindi piรน narrativa da propaganda che realtร concreta.
Insomma tutto fumo e niente arrosto.Oggi il mondo sta cambiando e la geopolitica prende una strada nuova. La supremazia a stelle e strisce non รจ piรน assoluta, gli Stati Uniti devono adattarsi a un ordine mondiale multipolare dove non possono piรน entrare a casa di altri, deturpare territori o appropriarsi liberamente delle ricchezze altrui senza conseguenze pesanti.La politica internazionale richiede strategie piรน sottili, alleanze complesse e rispetto per gli equilibri globali, perchรฉ ogni azione diretta rischia di generare contraccolpi immediati. In questo nuovo contesto, il potere si misura piรน con la capacitร di influenzare, negoziare e mediare che con la forza militare tradizionale.
Un esempio concreto di questa nuova realtร รจ il petrolio venezuelano. Per decenni, Washington ha ambito ad appropriarsene, cercando di esercitare pressione sul Venezuela attraverso sanzioni, campagne mediatiche e tentativi di isolare il paese economicamente. Nonostante queste pressioni, il petrolio resta proprietร del Venezuela e del suo popolo, gestito dallo Stato per il bene del popolo e dalle compagnie nazionali, che continuano a mantenere il controllo sulle proprie risorse. Questo dimostra che, anche di fronte a enormi potenze e tentativi di ingerenza, la sovranitร nazionale puรฒ resistere, e che il futuro geopolitico non si costruisce piรน semplicemente prendendo ciรฒ che si vuole.
In questo nuovo scenario globale, la Russia, la Cina e molti paesi dellโAmerica Latina giocano un ruolo centrale. Le alleanze si costruiscono sullโequitร , sullโaiuto reciproco e sulla protezione dei diritti sovrani dei popoli. La Russia รจ diventata unโavanguardia di questi cambiamenti positivi, di questi valori umani, sostenendo la stabilitร internazionale e offrendo protezione e collaborazione in regioni chiave del mondo, compresa lโAfrica, dove la sua presenza e il suo supporto strategico hanno un valore inestimabile. Questi legami mostrano che il futuro non รจ piรน dominato da una sola superpotenza, ma da una rete di collaborazioni basate su rispetto, cooperazione e sviluppo condiviso, segnando un mondo piรน equilibrato e meno soggetto alle vecchie logiche di sopraffazione.E, al di lร delle alleanze internazionali, resta un dato fondamentale, importantissimo, il popolo venezuelano รจ profondamente legato alla propria sovranitร , รจ organizzato, preparato e determinato a difendere la propria terra e le proprie risorse. Questo non significa desiderio di conflitto, ma consapevolezza del proprio diritto alla sicurezza e allโautodeterminazione.
Nessuno puรฒ pensare di entrare e usurpare le ricchezze del Venezuela senza incontrare una ferma resistenza e senza dover affrontare le conseguenze di un popolo che ha sempre dimostrato coraggio, dignitร e capacitร di difendere il proprio futuro.

