Saif Abukeshek, l’attivista spagnolo di origini palestinesi della Global Sumud Flotilla, illegalmente sequestrato e detenuto da Israele, ha intrapreso forme di protesta estrema dopo essere stati arrestato dalle forze israeliane in seguito all’intercettazione della loro imbarcazione diretta a Gaza avvenuta a inizio maggio al largo di Creta, in acque internazionali e su imbarcazione battente bandiera italiana. Dopo aver avviato con Thiago Ávila uno sciopero della fame per protestare contro la loro detenzione in isolamento e i presunti maltrattamenti subiti, Saif Abukeshek ha aggravato la protesta avviando anche uno sciopero della sete a partire dal 6-7 maggio, dopo che il tribunale di Ashkelon ha negato il rilascio. La permanenza in carcere è stata prorogata almeno fino a domenica 10 maggio.
Gli avvocati degli attivisti denunciano condizioni di salute preoccupanti, l’uso dell’isolamento, della forte illuminazione 24 ore su 24 nella cella di detenzione per privare del sonno, interrogatori durati fino a 8 ore, durante i quali sarebbero state rivolte minacce agli attivisti, maltrattamenti. L’altro giorno è morta anche la madre di Thiago Ávila, ma il tribunale israeliano non ha concesso la libertà al brasiliano per poter partecipare ai funerali della mamma.
Scandaloso il comportamento del governo italiano, che nulla ha fatto per fare valere le proprie ragioni quale Stato ospitante gli attivisti rapiti (l’imbarcazione battente bandiera italiana è da considerare territorio italiano).
