Manuel M Buccarella
Mykhailo Fedörov, ex ministro della difesa ucraino licenziato dopo neanche un mese da Volodymyr Zelensky, chiamato a collaborare con la Difesa italiana dal titolare di Dicastero , Guido Crosetto, sui settori più delicati dell’innovazione militare: 𝗱𝗿𝗼𝗻𝗶, 𝘀𝗶𝘀𝘁𝗲𝗺𝗶 𝘂𝗻𝗺𝗮𝗻𝗻𝗲𝗱, 𝗱𝗶𝗳𝗲𝘀𝗮 𝗮𝗲𝗿𝗲𝗮, 𝘁𝗲𝗰𝗻𝗼𝗹𝗼𝗴𝗶𝗲 𝗱𝘂𝗮l use, ha annunciato con Alex Karp, fondatore e patron di Palantir, la nascita della loro società di tecnologie militari.
“Stiamo lavorando alla creazione della nostra azienda di tecnologie per la difesa. Il primo investitore chiave sarà Alex Karp, Ceo di Palantir“. L’annuncio di Mykhailo Fedörov è arrivato il 1° settembre, al termine di una trasferta negli Stati Uniti. Della nuova società – che secondo Karp “cambierà il mondo” – non sono ancora noti il nome, la struttura, la sede, altri eventuali fondatori, l’ammontare dei primi investimenti e l’eventuale settore di specializzazione. Il progetto, però, è ampio. Pochissime ore prima, a Washington, l’ex ministro della Difesa ucraino aveva presentato altri due piani distinti: un fondo di investimento dedicato alle tecnologie della difesa e un think tank.
“Non si tratta di un fondo di investimento classico”, ha spiegato Fedörov al Financial Times, ma sarà uno strumento in grado di creare nuove aziende e di investire in start-up ucraine già esistenti operando in tre settori prioritari: la robotica impiegata sul campo di battaglia, droni intercettori per contrastare quelli a reazione della Russia e missili a basso costo dotati di intelligenza artificiale.
Il 28 agosto il ministro italiano alla difesa, Guido Crosetto- che ha guidato per anni la federazione delle imprese italiane del settore – ha nominato suo advisor Fedörov suo advisors, ufficialmente a titolo gratuito.
“A questo punto – dice Don Chisciotte – la questione non è più se Fedorov prenderà uno stipendio dal contribuente italiano… La questione è sapere 𝗰𝗵𝗲 𝗰𝗼𝘀𝗮 𝘃𝗲𝗱𝗿à, 𝗰𝗵𝗲 𝗰𝗼𝘀𝗮 𝘀𝗮𝗽𝗿à, 𝗮 𝗾𝘂𝗮𝗹𝗶 𝘁𝗮𝘃𝗼𝗹𝗶 𝘀𝗶𝗲𝗱𝗲𝗿à 𝗲 𝗾𝘂𝗮𝗹𝗶 𝗽𝗿𝗼𝗴𝗿𝗮𝗺𝗺𝗶 𝗽𝗼𝘁𝗿à 𝗰𝗼𝗻𝗼𝘀𝗰𝗲𝗿𝗲”. Ci si chiede, giustamente, se il consulente ucraino verrà messo a conoscenza di segreti codificati dello Stato italiano, in un contesto sensibile quale quello della difesa e della sicurezza del nostro Paese. Fedörov è un cittadino straniero di un paese in guerra. Esistono autorizzazioni, compartimentazioni e il principio del “need to know”?
A questo punto Crosetto dovrebbe fare una e vera e propria public disclosure sul perimetro dell’incarico. Quali dossier saranno esclusi?Quali informazioni industriali potrà conoscere?Quali garanzie impediscono un conflitto tra il ruolo di advisor della Difesa italiana e gli interessi della sua nuova impresa militare?Sono previste clausole specifiche rispetto ai rapporti con investitori e partner privati? Il nuovo partner di Fedörov, Alex Park, è a capo di Palantir Technologies, azienda statunitense specializzata nello sviluppo di software per l’analisi e l’integrazione di enormi quantità di dati complessi (big data). I suoi sistemi servono a unire informazioni sparse da fonti diverse — come flussi finanziari, immagini satellitari, registri o rapporti — per creare un quadro d’insieme utile a prendere decisioni strategiche. Opera già in ambito militare, collaborando con Cia e Pentagono e fornisce supporto allo Stato genocida di Israele, anche nelle operazioni militari condotte nella Striscia di Gaza.
Il ministro Crosetto, il governo, hanno l’obbligo di chiarire la reale portata della collaborazione di Fedörov con il dicastero.A maggior ragione ora che, contemporaneamente, costruisce una società privata nello stesso settore con il sostegno del vertice di una delle aziende più potenti e controverse dell’ecosistema occidentale della difesa e dei dati.
Fonti: Financial Times, Il Fatto Quotidiano, Don Chisciotte
