L’imbarcazione “Barcarole”, ferma da diverso tempo nel porto di Santa Maria di Leuca a causa di un’avaria, appartenente alla coalizione “Freedom Flotilla”, ha lasciato il porto di Leuca ed il Salento.
Il mezzo doveva essere a Malta insieme alla “Conscience” la notte del 2 maggio, notte in cui quest’ ultima e’ stata colpita da droni israeliani con l’intento di affondarla. E questo accade mentre il blocco totale degli aiuti umanitari imposto da Israele va avanti dal 2 marzo.
Queste imbarcazioni, che cercano di portare medicinali e beni di prima necessità ad una popolazione allo stremo, sono costrette, spesso, a fronteggiare la minaccia di essere affondate dall’esercito israeliano anche in acque internazionali.
L’associazione Salento per la Palestina ha promosso una raccolta volontaria di fondi, oltre a prestare accoglienza, assieme a tanti salentini, alla missione umanitaria.
“In questo sforzo – dicono dall’associazione – abbiamo chiesto e trovato la collaborazione del popolo salentino che, ancora una volta, ha dimostrato la vicinanza alla causa palestinese e la distanza da chi detiene il potere e dalle politiche di guerra dei governi”.
Una volta riparato, il mezzo si è spostato verso un porto più consono alla tratta decisa dalla coalizione. A bordo si trova l’equipaggio, guidato da Shukri Hroub, rappresentante dell’Udap (Unione democratica arabo-palestinese) pronto a proseguire la missione di aiuti umanitari della Freedom Flotilla, iniziativa nata per eludere i blocchi navali e portare sostegno alle popolazioni in difficoltà.
