IL LATO OSCURO DELLE OLIMPIADI. MILANO-CORTINA NON E’ TUTTA ROSE E FIORI: ECCO IL “DECALOGO” DEI PUNTI DOLENTI(SECONDA PARTE)

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IL LATO OSCURO DELLE OLIMPIADI. MILANO-CORTINA NON E’ TUTTA ROSE E FIORI: ECCO IL “DECALOGO” DEI PUNTI DOLENTI(SECONDA PARTE)

Luciano Graziuso

Se qualcuno pensava che gli aspetti negativi delle Olimpiadi finissero con l’approcciarsi ad esse si sbagliava di grosso, perché le falle e le defaillances dell’organizzazione si sono susseguite ininterrottamente per tutto il periodo di avvicinamento alla manifestazione e, cosa ancora più grave, non accennano a fermarsi a giochi iniziati! Ma andiamo con ordine:

6) LA “QUESTIONE TEDOFORI”. Ogni volta che un Paese ha ospitato un’Olimpiade, estiva o invernale che fosse, ha sempre seguito un’importante “legge non scritta”: inserire tra i tedofori i tanti campioni del passato che, con le loro medaglie vinte, avevano recato lustro alla propria patria; ciò è avvenuto anche in occasione dei giochi di Torino, nel 2006. Milano- Cortina segna invece un netto taglio col passato, poiché a molti di questi sportivi non è stato concesso di portare la fiaccola (tra i più famosi citiamo Silvio Fauner, Maurilio De Zolt, Giorgio Di Centa, Piero Gros, Pietro Piller Cottrer, Giuliano Razzoli e Gabriella Paruzzi). E’ bene chiarire che nessuna legge è stata violata, però dispiace che ci sia stato scarso buonsenso e soprattutto poco rispetto verso “glorie del passato” che avevano regalato tante emozioni al popolo. La maggior parte dei cittadini italiani, infatti, ha mal digerito queste esclusioni eccellenti e, incredibile ma vero, hanno affrontato questo tema scottante addirittura vari giornali, seppure quasi esclusivamente sportivi.Per ridimensionare tale “polverone”, molto probabilmente non previsto, si è provato a rimediare proponendo all’ultimo momento a qualche sportivo famoso di fare il tedoforo, ma la toppa si è rivelata peggiore del buco: in tantissimi hanno rifiutato l’invito, alcuni definendolo addirittura una mancanza di rispetto per il modo in cui è arrivato; lo ha fatto, ad esempio, Mattia Furlani, il quale ha dichiarato apertamente di aver ricevuto la chiamata solo due ore prima!

7) LO SFRUTTAMENTO DEI VOLONTARI E DELLA MANO D’OPERA COINVOLTA. Un’altra faccenda vergognosa, emersa qualche giorno fa, riguarda le condizioni in cui era stato previsto che operassero i volontari. Ecco alcuni estratti della circolare operativa più recente, che ci fa comprendere bene la loro situazione: “I volontari dovranno portare il sacco a pelo… Si consiglia di portare anche il cuscino… Per quanto riguarda la colazione, i volontari dovranno provvedere in autonomia… Dotarsi a proprie spese di abbigliamento e dispositivi di protezione idonei ad attività in montagna”. A nostro avviso era lecito aspettarsi che almeno alcuni di loro avrebbero rinunciato, ma evidentemente chi di dovere non lo ha immaginato, tanto che si sta tentando di reclutare qualche altro volontario all’ultimo momento per non trovarsi in difficoltà quando le Olimpiadi saranno entrate nel loro pieno svolgimento. Anche pompieri e membri volontari della Protezione Civile lamentano più o meno le stesse criticità; non se la passano bene nemmeno le lavoratrici dei grandi alberghi: Laura, cameriera in un hotel 4 stelle di Milano, ha dichiarato che lei e le sue colleghe vengono pagate “solo 3 euro per pulire una stanza che viene venduta ad 800/900 euro” e che quindi “queste Olimpiadi porteranno ricchezza soltanto ai proprietari degli hotel”.

8) IMPENNATA INCONTROLLATA DEI PREZZI. Come spesso succede, quando c’è un evento di grande portata in una determinata area, tutti i servizi che si trovano in quella zona raggiungono costi esorbitanti e le imprese piccole e grandi ne approfittano per incassare “guadagni extra”; Milano-Cortina 2026, ovviamente, non fa eccezione. Già da alcune settimane, infatti, i prezzi di hotel, B&B, locali, mezzi di trasporto ecc. sono “magicamente” aumentati a dismisura, mettendo in seria difficoltà non solo gli appassionati di sport giunti per godersi lo spettacolo dei giochi invernali, ma in alcuni casi anche la gente del posto. Citiamo, ad esempio, il caso del bambino del Bellunese, costretto dall’autista di un bus a tornare a casa a piedi – camminando per ben 6 km sotto la neve… – a causa dell’aumento del costo del biglietto da 2.5 a 10 euro, salito proprio per le Olimpiadi. I rincari in concomitanza di manifestazioni importanti ci sono sempre stati, lungi da noi affermare il contrario; però, mentre all’estero risultano essere molto più contenuti, in Italia assistiamo puntualmente a prezzi quadruplicati (come nel caso descritto sopra), se non addirittura peggio. Per tutta la durata dei giochi, ad esempio, il costo per dormire una singola notte in un B&B di Milano non sarà mai inferiore a 175 euro ed in alcune zone raggiungerà addirittura i 900; anche gli alberghi realizzeranno extraprofitti esponenziali. Ciò è potuto succedere perché, mentre all’estero i controlli funzionano meglio, da noi non c’è proprio da sperarlo, come ben sa chi deve prendere un mezzo di trasporto in prossimità del Natale, di Pasqua o di Ferragosto.

9) FIGURACCE A GIOCHI INIZIATI. Purtroppo, l’inizio di “Milano – Cortina 2026” non è coinciso con la fine dei problemi, che non hanno accennato ad interrompersi. Lo scorso 4 febbraio, in occasione dei primi incontri di curling al “Cortina Curling Olympic Stadium”, si è verificato un blackout che ha causato l’interruzione del gioco per vari minuti. Gli atleti presenti si sono guardati tra loro allibiti, probabilmente anche a causa del fatto che si sia trattato, finora, dell’unico episodio di questo tipo mai avvenuto durante le varie edizioni delle Olimpiadi. Si è scoperto, inoltre, che dei vandali hanno distrutto 70 docce negli alloggi destinati agli atleti. Ma, oltre al danno in sé – le docce sono state ripristinate – questa vicenda ha sollevato un problema ben più importante, ovvero quello della sicurezza.

10) DEVASTAZIONE DEL TERRITORIO. Ultimo aspetto negativo, ma non per questo il meno importante, i danni che il territorio ha dovuto subire per la realizzazione di questi giochi. Oltre 500 larici sono stati abbattuti per realizzare la pista di bob, skeleton e slittino a Cortina d’Ampezzo, ma sicuramente molti cittadini italiani non ne hanno saputo nulla. Inoltre, su molte opere sono state eseguite delle valutazioni ambientali incomplete o insufficienti, limitando così le tutele previste dalla legge per proteggere ambiente e biodiversità. Per di più, a tanti ha fatto storcere il naso la presenza di sponsor legati ai combustibili fossili (come l’azienda petrolifera Eni), che con le loro emissioni contraddicono l’idea dei Giochi “a basso impatto climatico”. Infine, importanti organizzazioni ambientaliste come “Legambiente” e “CIPRA” hanno espresso forti riserve sul modello di gestione territoriale adottato, ritenuto “incentrato su grandi opere di infrastruttura e cemento” piuttosto che “su trasporti sostenibili o tutela del territorio alpino”.

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