Politica estera italiana appiattita su von der Leyen e Trump, con la benedizione del tradizionalmente dormiente Presidente della Repubblica. Ancora armi all’Ucraina, perdente e squassata dalla corruzione. Convergenza sul piano Trump per la Striscia, ma con l’obiettivo dei due Stati

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Politica estera italiana appiattita su von der Leyen e Trump, con la benedizione del tradizionalmente dormiente Presidente della Repubblica. Ancora armi all’Ucraina, perdente e squassata dalla corruzione. Convergenza sul piano Trump per la Striscia, ma con l’obiettivo dei due Stati

Manuel M Buccarella

Al Quirinale si è tenuto ieri il Consiglio supremo di Difesa, presieduto dal Presidente della Repubblica, Sergio Mattarella. Alla riunione hanno partecipato il (o la?) Presidente del Consiglio dei ministri, Giorgia Meloni; il ministro degli affari esteri e della cooperazione internazionale, Antonio Tajani; il ministro dell’interno, Matteo Piantedosi; il ministro della difesa, Guido Crosetto; il ministro dell’economia e delle finanze, Giancarlo Giorgetti; il ministro delle imprese e del made in Italy, Adolfo Urso; il Capo di Stato maggiore della difesa, Generale Luciano Portolano.Erano altresì presenti il Sottosegretario di Stato alla Presidenza del Consiglio dei ministri Alfredo Mantovano; il Segretario generale della Presidenza della Repubblica, Ugo Zampetti; il Consigliere del Presidente della Repubblica per gli Affari del Consiglio supremo di difesa e Segretario del Consiglio, Francesco Saverio Garofani.

A proposito del conflitto russo-ucraino si è osservato che esso “non mostra segnali di distensione”.

Il Consiglio osserva con preoccupazione l’accanimento della Russia nel perseguire, ad ogni costo, i propri obiettivi di annessione territoriale. Kiev resta bersaglio di continui bombardamenti contro infrastrutture critiche e civili, con gravi interruzioni energetiche e numerose vittime; il prezzo sostenuto dalla popolazione è sempre più pesante e iniquo.

Il Consiglio ha confermato il totale sostegno all’Ucraina nella difesa della sua libertà e dunque vi sarà il dodicesimo decreto di aiuti militari. Ufficialmente i cittadini non sanno neanche che tipo di armi si invieranno a Kiev. Dunque sembra di capire che le parole di Salvini di questi ultimi giorni siano l’ennesima scena farsesca interpretata dal leader del Carroccio in tema di sostegno armato a Kiev. Per altro in Consiglio c’erano ieri due esponenti della Lega: Piantedosi e soprattutto, fondamentale ai fini della programmazione di spesa, il titolare del MEF, Giancarlo Giorgetti. Non ci risulta abbiano espresso, almeno in sede ufficiale, parere contrario o qualche distinguo. Si arriverà così al dodicesimo decreto con il sostegno di Salvini & co., in cambio probabilmente di qualche concessione, semmai in sede di approvazione della legge di Bilancio.

Fondamentale rimane dunque la partecipazione del nostro Paese alle iniziative dell’Unione Europea e della NATO di sostegno a Kiev e il lavoro per la futura ricostruzione del Paese (anche delle regioni occupate da Mosca che in prima battuta erano state assegnate all’Italia?)

“Il conflitto ha mostrato una trasformazione nella condotta delle azioni militari soprattutto per quanto riguarda l’impiego di droni, che la Russia utilizza anche violando lo spazio areo della NATO e dei Paesi dell’Unione Europea”, si è detto ieri, quando poi gli sconfinamenti dei droni russi non sono mai stati di fatto provati. Ma è tutta carne a cuocere per giustificare ancora di più l’aiuto militare agli ucraini e, soprattutto, le politiche di riarmo. I russi non sono un pericolo concreto per l’Italia, assai noto.

Intanto in Ucraina le indagini sulla corruzione, che hanno colpito persone anche molto vicine al presidente Zelensky, si stanno allargando anche alle possibili tangenti relative alle forniture della difesa. Ma evidentemente tutto questo, unitamente alla circostanza che parte delle armi, in quanto non tracciate, finiscono altrove, ha scarsa importanza .

Infine anche sulle sorti di Gaza il Consiglio Supremo di Difesa si è appiattito sostanzialmente sulle posizioni di Trump e sul suo piano, approvato oggi dal Consiglio di Sicurezza delle Nazioni Unite, anche se il Quirinale in una sua nota sottilinea che “”il Consiglio ribadisce che una pace duratura nella regione è possibile solo attraverso il riconoscimento e la realizzazione della soluzione ‘due popoli due Stati'”

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