PERICOLOSE ANALOGIE TRA IL PRESIDENTE TEDESCO MERZ ED HITLER: LA STORIA RISCHIA DI RIPETERSI. ANCHE L’APPIATTIMENTO DELLA POLITICA ITALIANA SULLE POSIZIONI TEDESCHE RICORDANO IL TRISTE ASSE ROMA-BERLINO

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PERICOLOSE ANALOGIE TRA IL PRESIDENTE TEDESCO MERZ ED HITLER: LA STORIA RISCHIA DI RIPETERSI. ANCHE L’APPIATTIMENTO DELLA POLITICA ITALIANA SULLE POSIZIONI TEDESCHE RICORDANO IL TRISTE ASSE ROMA-BERLINO

Luciano Graziuso

E’ un titolo molto “forte”, ce ne rendiamo conto, ma da quando il neo presidente tedesco Friedrich Merz ha preso il potere in Germania, molte posizioni assunte, decisioni prese e parole da lui pronunciate fanno purtroppo ritornare alla mente il tristemente noto “operato” di Hitler, che portò poi allo scoppio della seconda guerra mondiale; sperando che stavolta il finale sia diverso, elenchiamo le principali analogie tra questi due personaggi per argomentare quanto detto.

IL GENOCIDIO

Come ben sappiamo, il fuhrer durante la sua dittatura si prodigò nello sterminio di milioni di ebrei, considerati il nemico numero uno dalla Germania nazista, senza “tralasciare” polacchi, disabili, omosessuali, neri, rom e testimoni di Geova. Ciò principalmente perché i nazisti vedevano tali minoranze ed etnie diverse come una minaccia biologica e sociale, ed avevano la convinzione di rappresentare la “razza superiore”, migliore di tutte le altre. La persecuzione ai danni degli ebrei, nota oggi col nome di “Olocausto”, è stata riconosciuta a tutti gli effetti come genocidio. Nonostante i sempre più ridicoli e infruttuosi tentativi di parte del mondo di nasconderlo o minimizzarlo, anche adesso è in atto un vero e proprio genocidio, perpetrato stavolta dagli ebrei ai danni dei palestinesi.

Il presidente tedesco Merz, pur non essendosi “speso” per attuarlo in prima persona come il suo illustre predecessore, non ha smesso per un solo istante di fornire supporto politico e militare al criminale internazionale Netanyahu, autore della pulizia etnica. Il Cancelliere ha anche dimostrato un totale appiattimento alla posizione del presidente israeliano anche quando costui ha deciso di attaccare l’Iran, ringraziandolo pubblicamente ed affermando che “Israele sta facendo il lavoro sporco per tutti noi” .

IL RIARMO E L’OSTILITA’ VERSO LA RUSSIA

Altra cosa che accomuna i due è l’odio viscerale che entrambi nutrono nei confronti della Russia. Adolf Hitler e la Germania nazista consideravano i popoli dell’Unione Sovietica, tra le altre cose, culturalmente subumani e, ovviamente, facenti parte di una razza inferiore; l’URSS era inoltre ritenuta un nemico esistenziale che andava assolutamente annientato. Il riarmo messo in atto dai tedeschi dopo la prima guerra mondiale, con la complicità del resto del mondo che stette colpevolmente a guardare senza intervenire, permise al fuhrer di “inaugurare” la seconda, con le conseguenze che ben sappiamo.Ora, sperando che Merz non abbia la stessa opinione del suo predecessore nei confronti del popolo russo, per ciò che riguarda il primo punto del discorso non vi sono somiglianze tra i due. Tutto il resto, purtroppo, ci ricorda tristemente quanto successo in passato: sono ben presenti, infatti, sia l’odio malcelato dell’attuale Cancelliere nei confronti di Putin e della Russia e sia, soprattutto, una folle corsa al riarmo intrapresa dall’UE, guidata dalla tedesca Von der Leyen ed appoggiata dalla quasi totalità degli stati membri, che prevede la spesa di 800 miliardi di euro in strumenti di guerra e l’impegno delle varie nazioni (fatta eccezione per la Spagna) ad aumentare la spesa militare al 5% del P.I.L. entro il 2035. L’unica differenza rispetto ad Hitler ed al passato è l’ipocrisia di Merz e dei leader europei attuali che, grazie al mainstream occidentale largamente corrotto ed asservito al potere, usano il pretesto della “grave minaccia” rappresentata da Mosca per giustificare questi esborsi completamente privi di senso. La nostra speranza è che, prima che sia troppo tardi, stavolta qualcuno si “svegli” in tempo e che non vada a finire come nel 1939…

MERZ ACCUSATO DI ESSERE UN NAZISTA

Di quanto constatato nel capitolo precedente sembra essersi accorto pure Sergej Lavrov, ministro degli esteri russo, che senza mezzi termini ha dichiarato “Merz ha ancora la mentalità della Germania di Hitler” . … “E’ come il secolo scorso, quando la Germania è diventata due volte la principale potenza militare, e sappiamo tutti quanti problemi ciò ha causato”.

Anche il presidente degli USA Trump, in modo non così diretto ma altrettanto incisivo, ha espresso un parere simile nei confronti del Cancelliere: lo scorso 5 giugno, nel corso di un bilaterale avvenuto alla Casa Bianca, ad un certo punto Donald si è rivolto così al suo interlocutore: “ Il D Day (riferendosi al giorno dello sbarco in Normandia, n.d.a.) non è stato un bel giorno per voi tedeschi” , dimostrando con questa “frecciatina” di notare anch’egli, come Lavrov, un legame tra la Germania attuale e quella dei tempi di Hitler.

FORTE REPRESSIONE DEL DISSENSO

Un altro aspetto comune che contraddistingue i governi di Hitler e di Merz è la dura soppressione nei confronti di chi è contrario al loro operato ed alle loro ideologie; la durezza dei “metodi” usati dal fuhrer per contrastare i propri oppositori è ineguagliabile, finora, ma anche l’attuale Cancelliere non è da meno per ciò che riguarda la limitazione delle libertà nel suo paese. Fin da subito sono entrate nel mirino le manifestazioni in favore della Palestina: sempre più cortei vengono infatti vietati per non meglio precisate “ragioni di sicurezza”; quando non è possibile impedirli, coloro che vi prendono parte vengono limitati ed affrontati sempre più brutalmente dalle forze dell’ordine (sia con minacce dirette che con pestaggi veri e propri); in queste manifestazioni è stato inoltre imposto il divieto di pronunciare slogan in lingua araba.

Tra le tante cose gravi che stanno avvenendo nello stato teutonico, particolarmente allarmante è quanto successo la scorsa settimana: 170 persone si sono viste sequestrare dalla polizia computer, cellulari e tablet semplicemente per aver scritto dei post sui propri profili social che mostravano il loro dissenso verso la deriva antidemocratica, guerrafondaia e genocida che sta prendendo il loro Paese. In Germania è stato infatti di recente introdotto un nuovo articolo del Codice Penale, il 188, per colpire i dissidenti col pretesto generico dell’ “incitamento all’odio”.

LA VICINANZA DELL’ITALIA ALLA GERMANIA

E che sta succedendo nella nostra amata patria? Purtroppo non si può fare a meno di constatare la presenza di un pressoché totale appiattimento dell’Italia alle politiche portate avanti dallo stato tedesco, sotto tutti i punti di vista. Per quanto riguarda il capitolo Palestina, il governo Meloni offre, come Merz, appoggio totale e incondizionato ad Israele e a Netanyahu, fornendo anche armi e quindi partecipando direttamente allo sterminio dei gazawi. Anche nei confronti della Russia, la nostra premier è completamente allineata alla folle politica guerrafondaia che il Cancelliere tedesco sta portando avanti assieme alla NATO ed all’UE, riportandoci alla memoria il tristemente famoso “Patto d’Acciaio” siglato da Hitler e Mussolini il 22 maggio del 1939.

In quanto a repressione non siamo secondi a nessuno, qui anche la Germania si deve inchinare; col DL sicurezza infatti, fatto entrare in auge con una manovra del tutto illecita e dichiarato del tutto anticostituzionale, la Meloni ha creato uno Stato di Polizia nel quale pressoché ogni manifestazione è diventata fuori legge e dove le forze dell’ordine risultano essere sempre più protette ed impunite, anche qualora si dovessero macchiare di reati estremamente gravi.

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