Manuel M Buccarella
Bello l’articolo di Claudio Conti pubblicato su Contropiano, dal titolo significativo Se gli euro-atlantici sono costretti a diventare “anti-americani”…
In effetti Conti descrive la pantomima cui si sta assistendo in questi giorni, “vertice” di Parigi incluso, a margine dell’incontro bilaterale a Riad tra Russia e Stati Uniti d’America, in vista della preparazione di un cessate il fuoco e di un accordo di pace per l’Ucraina che, se non lascerà completamente da parte l’Unione Europea e Kiev, certo destinerà agli stessi un ruolo che pare marginale. Ed è così che dopo decenni di vassallaggio e di cieca obbedienza ai diktat di Washington e del Pentagono, il neopresidente Donald Trump è riuscito a sparigliare così bene le carte in tema di risoluzione del conflitto russo-ucraino, da fare arrabbiare e non poco i fino a ieri fedeli camerieri del Vecchio Continente. E allora per l’appariscente tycoon americano la Russia non è più un nemico, come lo era per Joe Biden, che a dire il vero aveva non pochi interessi personali e famigliari in Ucraina ed anche nel Donbass, a partire almeno dal 2014.
Con l’elezione di Trump e con i primi colloqui bilaterali di Riad si gettano dunque le basi per una svolta importante nella geopolitica mondiale ed evidentemente non solo per esigenze strettamente geopolitiche appunto, ma anche per necessità di collaborazione economica, a partire forse proprio da quelle terre rare così importanti, chieste da Trump a Zelensky come merce di scambio e negate da quest’ultimo e che, tuttavia, si trovano in gran quantità soprattutto nel Donbass, oggi occupato per lo più dalle forze armate russe. Il vero “nemico” di Washington è però Pechino, cui dal 2022, anno di avvio dell'”operazione militare speciale” e delle sanzioni occidentali contro la Federazione Russa, la Russia di Putin si è sempre più legata, in una posizione di crescente dipendenza. Per Trump fare delle concessioni a Mosca sul fronte russo-ucraino significherebbe ridimensionare le connessioni con la Cina, con l’intenzione di indebolirla nell’ambito della competizione commerciale e militare con gli Stati Uniti.
Il sostanziale disimpegno militare e dunque economico degli Stati Uniti dal fronte europeo porterebbe di fatto alle premesse di uno scioglimento della Nato, almeno per come sino ad oggi intesa e palesata (cosa che sarebbe dovuta accadere naturaliter dopo lo scioglimento del Patto di Varsavia).
Il disimpegno americano dal Vecchio Continente, cui però vorrebbe imporre anche dei dazi, risponde certamente anche, e soprattutto, alle disperate condizioni dell’economia e dei conti pubblici statunitensi. La situazione è stata aggravata dall’allegra gestione dei conti pubblici da parte dei democratici e dall’immane sforzo bellico impresso proprio dall’amministrazione Biden con gli aiuti all’Ucraina.
Nell’articolo di Conti, del quale riportiamo l’interessante incipit, viene anche esaminato e riportato un articolo di Federico Fubini, vicedirettore del Corriere della Sera, che “riesamina” la situazione dell’economia e dei conti pubblici a stelle e strisce in maniera più critica rispetto al (suo) passato, evidenziando quelle che possono essere le ragioni del “new deal” trumpiano.
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Tra le molte sorprese di queste utime settimane delle “nuova America” c’è sicuramente il fatto che molti “euro-atlantici tutti di un pezzo” si vanno rapidamente trasformando in anti-americani senza se e senza ma.Come innamorati traditi – o servitori in odore di licenziamento – si profondono in manifestazioni di astio totale così come prima si prostravano in salamelecchi imbarazzanti, sordi ad ogni constatazione negativa, pur impossibile da negare.
Lasciamo perdere gli ideologi puri e duri, che non offrono informazioni serie oggi così come non le fornivano ieri, quando l’America aveva sempre ragione ed era “il tempio della democrazia”.Prendiamo invece in considerazione gli “esperti”, in primo luogo gli economisti o anche soltanto i giornalisti economici. Ad esempio Federico Fubini, editorialista e vicedirettore del Corriere della Sera…
L’articolo per intero di Claudio Conti lo trovate qui.
https://contropiano.org/news/news-economia/2025/02/07/se-gli-euro-atlantici-sono-costretti-a-diventare-anti-americani-0180516
