Lavinia Marchetti
Facciamo un esercizio di immaginazione insieme. Pensiamo se in qualsiasi luogo del mondo, qualsiasi, un gruppo di facinorosi fondamentalisti di qualsiasi religione, credo, fede calcistica, avesse dato alle fiamme una sinagoga e fatto scritte di minaccia sui muri. Ecco. Avete immaginato il caos mondiale che ne sarebbe emerso? Speciali TV sull’antisemitismo, pagine dei giornali su Hitler zombie che guida la mano dei “terroristi”, stuolo di intellettuali imbellettati con faccia contrita da fine del mondo, insomma l’apocalisse.
Eh, però se qualche colono dà fuoco a una moschea, in fondo, in fondo, dai, un po’ ci sta. Senz’altro un gesto grave, da condannare, ma sò ragazzi…c’è stato il 7 ottobre, gli islamici sono un po’ cattivi. Li condanniamo eh…ci mancherebbe, siamo una democrazia, però…eh, però…un po’ meno dai.
Comunque i fatti sono questi: all’alba del 13 novembre 2025, coloni israeliani armati sono entrati nel villaggio palestinese di Deir Istiya, area di Salfit in Cisgiordania, hanno dato fuoco alla moschea Hajja / Hajje Hamida, bruciando copie del Corano e parte dei tappeti, e hanno scritto slogan razzisti in ebraico sui muri del luogo di culto. Secondo le fonti, dopo l’attacco alla moschea alcuni coloni si sono spostati verso una zona industriale vicina e hanno aggredito i soldati israeliani giunti sul posto, danneggiando un veicolo militare; sono stati effettuati quattro arresti tra gli israeliani e si registrano diversi feriti palestinesi.
Le scritte farneticanti sui muri: «We will revenge again» → «Ci vendicheremo di nuovo». «We are not afraid» → «Non abbiamo paura». «Keep on condemning» → «Continuate a condannare».Ricordiamoci anche che nel frattempo ieri, i bravi e morali soldati hanno ucciso due quindicenni in Cisgiordania. Come scrive Le Monde: “The Palestinian Authority said Thursday that Israeli soldiers had killed two 15-year-olds in the occupied West Bank, while Israel called them “terrorists” attempting to carry out an attack.”

