Sono trascorsi esattamente vent’anni da quella notte di Berlino. Era il 9 luglio 2006 quando la Nazionale italiana conquistò il suo quarto titolo mondiale, superando la Francia ai calci di rigore nella finale dell’Olympiastadion.
Il percorso azzurro fu tutt’altro che semplice: il rigore di Totti all’ultimo respiro contro l’Australia negli ottavi, il netto 3-0 all’Ucraina nei quarti, e soprattutto la semifinale contro la Germania padrona di casa, decisa nei minuti finali dei supplementari da Fabio Grosso e Alessandro Del Piero.
La notte del 9 luglio
Nella finale il vantaggio di Zidane su rigore fu pareggiato da Materazzi. Poi l’episodio che ancora oggi, vent’anni dopo, viene ricordato: la testata di Zidane a Materazzi nel secondo tempo supplementare, con la conseguente espulsione del capitano francese. Si arriva ai rigori e l’Italia non sbaglia un colpo: l’ultimo decisivo rigore con il suggello di Fabio Grosso.
Si è trattato dell’ultimo titolo mondiale del palmarès della nostra nazionale. Nel 2021 la vittoria del titolo europeo.
Il ventennale arriva in un momento in cui la Nazionale italiana vive una fase di ricostruzione, dopo la mancata qualificazione a ben tre edizioni mondiali consecutive. Proprio per questo, il ricordo del 2006 assume oggi un valore quasi nostalgico: rappresenta l’ultima volta in cui l’Italia si è seduta sul tetto del mondo.
Restano scolpiti nella memoria collettiva i nomi di quella rosa — Buffon, Cannavaro (che pochi mesi dopo avrebbe vinto il Pallone d’Oro), Nesta, Zambrotta, Pirlo, Totti, Del Piero, Grosso — e l’immagine di Marcello Lippi che solleva la coppa a Berlino.
