Occupazione di poltrone, dei vertici delle istituzioni e ritorno di leggi ad personam
Luciano Graziuso
Siamo o no un paese “normale”? Già da tempo molti se lo chiedono, ma mentre costoro si angustiano con tali domande, la politica italiana continua purtroppo a non rassicurarci affatto da questo punto di vista: ci sono palesi tentativi di occupazione di enti molto importanti come l’INPS, la RAI, l’INAIL, nonché il vero e proprio aggiramento delle leggi esistenti pur di “conquistare” spazi considerati vitali per il proprio partito.
Non sfugge a tale ormai consueto “rito” la riproposizione di riforme di carattere costituzionale, benché già più volte avviate e clamorosamente bocciate dagli elettori. E’ un incubo ricorrente? No, è la politica tutta italiana, che arriva alla sfacciataggine di cui altri Paesi per loro fortuna sono privi, capace di creare leggi ad personam, contra personam, retroattive, illegittime etc.; capace di un’”inventiva”, di una fantasia prodigiosa quando addirittura escogita “dispositivi” e “strumenti” legislativi e amministrativi ad hoc, “eccezioni” capaci di raggiungere in men che non si dica il fine voluto.
Recentemente stiamo assistendo al tentativo di occupare con propri uomini più poltrone possibile, di dare incarichi importanti a chi può assicurare un serbatoio di consenso in grado di blindare la permanenza al potere il più a lungo possibile… Questa è democrazia? Come si concilia, per esempio, il commissariamento di un ente così importante come l’INPS con le tanto decantate regole ed i valori delle nostre società occidentali, e di quella italiana in particolare? Per far fuori Fuortes dal suo ruolo di ad della RAI e ovviamente, secondo le regole del “gioco”, fornirgli immediatamente un’alternativa appetibile, si può togliere l’incarico ad un’altra persona con un provvedimento retroattivo preso d’autorità? Così come c’è da restare stupefatti ed “imbarazzati” anche di fronte al caso Formigoni, condannato in via definitiva, incandidabile secondo la legge Severino ancora in voga, e pure proposto nelle liste di FI alle prossime elezioni europee. Si potrebbero fare moltissimi altri esempi, ma per comprendere meglio l’”anomalia” italiana ci basterà accennare alla sicumera con cui l’attuale esecutivo sta tentando di attuare il presidenzialismo o il premierato forte, con una veemenza che stupisce, perché a ogni piè sospinto fa appello al “mandato del popolo”, il quale è costituito dal 25-26% dei consensi, se si considera il partito della sola premier e il piccolo particolare che chi governa è una coalizione, così come voluto da una legge assolutamente inaccettabile che lo permette: infatti la nostra Costituzione prevede che debba governare il Paese il “partito” che abbia ottenuto più voti nel corso delle elezioni politiche.
La cosa più preoccupante, comunque, oltre a questo “allegro” funzionamento della governance in Italia, è forse il fatto che, grazie a quasi tutti i media asserviti, i cittadini sono accuratamente tenuti il più possibile all’oscuro di quasi tutti gli stravolgimenti di procedure, regolamenti, consuetudini e quant’altro, in piena sintonia con la natura del potere.

Le tue osservazioni, Luciano, sono sacrosante!! E fa piacere leggere qualcosa di diverso, in un paese che occupa soltanto il 58° posto nella classifica sulla libertà di stampa. La gente tace, spesso, perché non sa.
Naturalmente, la colpa è da ricercare anche nei tanti governi precedenti che ben poco (nulla) hanno fatto per introdurre leggi rigorose contro lottizzazioni, spartizioni, conflitti di interesse, ecc.
Le tue osservazioni, Luciano, sono sacrosante!! E fa piacere leggere qualcosa di diverso, in un paese che occupa soltanto il 58° posto nella classifica sulla libertà di stampa. La gente tace, spesso, perché non sa.
Naturalmente, la colpa è da ricercare anche nei tanti governi precedenti che ben poco (nulla) hanno fatto per introdurre leggi rigorose contro lottizzazioni, spartizioni, conflitti di interesse, ecc.