L’ esercito israeliano ha lanciato stamattina alle ore 7 un ultimatum di 24 ore alla popolazione civile perché abbandoni Gaza City, spostandosi dal sud al nord della Striscia. Questo dovrebbe consentire ad Israele di dispiegare la sua “offensiva di terra” contro Hamas (e probabilmente contro altri gruppi armati non islamisti) con almeno 300mila uomini e mezzi al seguito.
Continuano intanto i bombardamenti dell’ aviazione civile, mentre Hamas lancia alcuni razzi verso il nord di Israele.
Un video di mercoledì su uno degli attacchi di Israele a Gaza sembra mostrare l’uso di fosforo bianco, che può causare gravi danni se usata contro i civili. Lo riporta il Washington Post citando un’analisi di Human Rights Watch. Il video, verificato dal Washington Post, mostra due colpi di artiglieria sparati in rapida successione verso i target che, una volta esplosi, rilasciano automaticamente il fosforo bianco. In una nota Human Rights Watch ha confermato che il fosforo bianco è stato usato sopra Gaza City.
Intanto il bilancio del ministero della Sanità palestinese parla di 1.417 i morti e 6.268 i feriti. Moltissimi i bambini uccisi. L’unica centrale elettrica è stata disattivata e gli ospedali sono a corto di carburante per i generatori di emergenza.
Il governo israeliano ha giurato di annientare il Movimento di resistenza islamica palestinese Hamas che governa la Striscia di Gaza come punizione collettiva per quello che viene descritto come “l’attacco più letale contro gli ebrei dopo l’Olocausto”.
La situazione in Cisgiordania
L’ospedale di Ramallah ha annunciato la morte di un palestinese ferito dai proiettili israeliani nella città di Deir Bazi’, a ovest di Ramallah. Ciò avviene poco dopo che un altro palestinese è stato ucciso dalle forze di occupazione israeliane vicino alla città di Nabi Elias, a est di Qalqilya. Sale così a 36 il bilancio delle vittime delle violenze israeliane in Cisgiordania da sabato scorso, mentre il numero dei feriti ha raggiunto 650.
Situazione in Israele
“No alle punizioni collettive” scrive Hanin Majadli oggi sul quotidiano israeliano Haaretz, una delle poche voci che non si è allineata alla campagna di guerra totale contro i palestinesi annunciata dal governo.
Il Ministero degli Esteri e il Consiglio di Sicurezza Nazionale israeliani hanno rilasciato giovedì sera una dichiarazione congiunta in cui si esortano tutti gli israeliani che si trovano all’estero a prestare particolare attenzione venerdì, citando l’appello di Hamas ai suoi sostenitori in tutto il mondo a partecipare a una “Giornata della rabbia”.
Di conseguenza, la dichiarazione avvertiva che probabilmente ci sarebbero state proteste in vari Paesi, che avrebbero potuto diventare violente, con israeliani ed ebrei potenzialmente presi di mira. Uccisione di un insegnante in Francia da un cittadino di origini cecene, anche se pare il gesto di un lupo solitario. Ucciso a Pechino un funzionario dell’ ambasciata israeliana.
In Italia sono state convocate manifestazioni di solidarietà con il popolo palestinese. Oggi si scenderà in piazza a Roma e Napoli ma anche a Pesaro. Domani manifestazioni a Milano, Torino, Brescia, Vicenza, Firenze, Pisa, Bari, Catania.
Grandi manifestazioni in tutto il mondo arabo a sostegno della Palestina, in particolare a Baghdad e Beirut.
