Luciano Graziuso
Il 22 settembre del 2025 sarà ricordato a lungo come un giorno importantissimo per l’Italia: una marea di gente, infatti, si è riversata in ben ottanta piazze della Penisola per protestare contro il genocidio perpetrato da Israele a Gaza e per esternare un diffuso non più contenibile malcontento nei confronti di un governo completamente sordo alle richieste del popolo ed attuatore di politiche sempre più opprimenti e vessatorie a danno dei cittadini. Molto bello in particolare il fatto che questa manifestazione sia riuscita di fatto a coinvolgere tutta la nazione, da nord a sud: persone di ogni età, anche bambini, e di tutti i ceti sociali hanno infatti partecipato attivamente ed in gran numero, dando una risposta eloquente e potentissima all’esecutivo: “L’Italia è stanca di essere complice di un genocidio”.
Al netto di quanto successo a Bologna, dove c’è stato bisogno degli idranti per sgomberare la tangenziale, per il resto si è trattato di cortei pienissimi di gente, rumorosi, ma pacifici. Soltanto a Milano la situazione, dopo una mattinata assolutamente tranquilla, è degenerata.
I DISORDINI DI MILANO
Anche nella capitale lombarda stava filando tutto liscio, ma all’improvviso, verso le 15, sembrava di essersi teletrasportati direttamente a Parigi: una minoranza dei manifestanti, infatti, ad un certo punto si è staccata dalla maggioranza pacifica del corteo ed è andata a occupare i binari della stazione Centrale; ciò ha prodotto l’intervento delle forze dell’ordine, che hanno aperto gli idranti sui manifestanti, mentre questi ultimi rispondevano lanciando contro gli agenti sassi, sampietrini e bidoni: insomma, per un paio d’ore si è assistito ad una vera e propria guerriglia urbana.Il comportamento di questa netta minoranza di persone, in una giornata in cui tutto il resto è stato pressoché tranquillo, non è ovviamente giustificabile, però è comprensibile: gli italiani sono ormai schierati quasi in toto a favore del popolo palestinese e sono stufi di essere rappresentati da un governo che invece non solo fornisce armi ad Israele, rendendoci di fatto complici, ma addirittura si rifiuta categoricamente di riconoscere lo Stato di Palestina, cosa che ormai sempre più nazioni stanno facendo. L’esecutivo, inoltre, non ascolta minimamente il proprio popolo, continuando ad inviare armi all’Ucraina (nonostante ormai quasi l’80% dei cittadini siano contrari), investendo miliardi in strumenti di morte e sottraendoli, tra le altre cose, a sanità e scuola.
In un Paese sempre più alla deriva, dove il governo sceglie di acquistare il gas americano invece di quello russo pagandolo molto di più; dove l’inflazione ed il costo della vita aumentano a dismisura mentre gli stipendi e le pensioni sono fermi da decenni e dove l’esecutivo, invece di attuare delle misure per venire incontro ai poveri (come ad esempio il salario minimo), fa di tutto per aiutare le lobby (armi, banche, farmacie) e per favorire gli evasori fiscali, non si può dare in toto la colpa ai manifestanti violenti. Questa violenza fisica, infatti, per quanto non giustificabile, è causata da una ben più subdola attuata dal governo Meloni da ben tre anni, governo che calpesta continuamente la Costituzione e la volontà di un intero popolo, togliendo la dignità a milioni di cittadini che, pur svolgendo uno o più lavori, sono costretti a vivere sempre più in povertà ed a fare i salti mortali per arrivare alla fine mese.
A differenza di quella dei giovani, spesso senza futuro e costretti a vivere in una società che non offre prospettive che non siano l ‘emigrazione o il lavoro povero, la violenza di un gruppo di politici che non fa il bene del Paese e non ascolta mai la voce dei cittadini non solo non è giustificabile, ma non è degna nemmeno della minima comprensione.
LE REAZIONI DELLA STAMPA E DELLA POLITICA
Come era lecito aspettarsi, naturalmente, né la maggioranza del nostro sistema informativo né i nostri politici hanno perso la ghiotta occasione per screditare un intero movimento pacifista, con degli ideali nobilissimi, basandosi sui pochi “rivoltosi” di Milano che hanno scatenato la guerriglia alla stazione: tutti gli altri cortei tranquilli che sono sfilati nelle altre città sono misteriosamente scomparsi in toto dalla cronaca, come se non fossero mai esistiti. Abbiamo assistito ad una disonestà intellettuale allucinante, nella quale alcuni tg si sono perfino spinti ad affermare che le azioni teppistiche dei giovani di Milano avrebbero addirittura messo in pericolo di vita i civili (!). Ancora peggio hanno fatto molti politici, rilasciando dichiarazioni cariche di odio, falsità ed ipocrisia: la premier Meloni ha immediatamente approfittato della vicenda, attaccando pesantemente i manifestanti; stride molto, però, la sua enorme indignazione per qualche vetrata rotta e degli oggetti lanciati contro le forze dell’ordine (per carità, ribadiamo, episodio condannabile), in confronto al quasi totale silenzio nei confronti del genocidio di Israele perpetrato dal presidente Netanyahu, che anzi viene fattivamente supportato militarmente, diplomaticamente e politicamente. Infine, Tajani ha rilasciato la solita dichiarazione insulsa ed insignificante: “Non si aiuta così la Palestina”; evidentemente la si aiuta di più fornendo armi ad Israele…
