Global Sumud Flotilla sotto attacco: esplosioni, droni e spray urticanti contro le imbarcazioni in rotta per Gaza

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Global Sumud Flotilla sotto attacco: esplosioni, droni e spray urticanti contro le imbarcazioni in rotta per Gaza

Silvana Sale

Questa notte, tra il 23 e il 24 settembre si è trasformata in un incubo per le imbarcazioni della Global Sumud Flotilla, la missione internazionale partita con l’obiettivo di rompere simbolicamente l’assedio su Gaza portando solidarietà e aiuti umanitari via mare.

Secondo le testimonianze dirette raccolte da attivisti a bordo, tra le ore 01:00 e le 02:30, una serie di attacchi coordinati ha colpito diverse barche della flotta in acque internazionali a sud di Creta.

I primi allarmi sono scattati intorno all’1:05, quando l’imbarcazione Morgana, battente bandiera italiana, ha subito una violenta esplosione. L’equipaggio ha riferito di aver udito un “enorme botto” e di avvertire forti fischi alle orecchie, compatibili con l’impiego di ordigni sonori. Poco dopo, sopra la nave sono stati avvistati due piccoli droni dalla forma simile a quella di ragni, apparentemente lanciati da un drone madre non identificato.Alle 01:19, la Morgana è stata colpita nuovamente, l’albero maestro è stato danneggiato e la randa, la vela principale, è stata resa inutilizzabile. Le immagini a bordo documentano la vela squarciata e i danni strutturali evidenti. L’unità ha dovuto ridurre la velocità e affrontare condizioni di navigazione difficili.

Nel frattempo, altre imbarcazioni della flotta denunciavano attacchi simili. La barca Zefiro, lunga circa 20 metri, ha riportato il danneggiamento di uno degli alberi, reso inservibile da un’esplosione in piena notte. A bordo si sono vissuti attimi di panico, ma l’equipaggio è riuscito a mantenere il controllo del mezzo.Intorno alle ore 2:00, le segnalazioni di attacco si sono moltiplicate, secondo le comunicazioni radio tra i partecipanti, una decina di unità sarebbero state colpite. Le barche avrebbero subito il lancio di bombolette urticanti e materiali non identificati da parte di sciami di droni. Alcuni attivisti hanno riferito di bruciore agli occhi, irritazioni cutanee e sintomi respiratori riconducibili all’uso di sostanze chimiche.

Alle 2:29 è partita una nuova ondata di attacchi, numerose esplosioni simultanee hanno colpito vari punti della flottiglia. I colpi sembravano diretti con precisione contro gli alberi e le vele, con l’obiettivo di compromettere la capacità di navigazione delle barche, senza causare vittime ma rendendo il convoglio vulnerabile in alto mare.

Le immagini e i video raccolti a bordo, alcuni già diffusi sui canali social della Flotilla e delle organizzazioni partecipanti, mostrano chiaramente danni meccanici, alberi spezzati, vele strappate e fumo che si solleva in seguito agli impatti.Gli attivisti a bordo hanno denunciato apertamente quello che definiscono un atto di guerra contro una missione civile e non violenta, impegnata nella solidarietà al popolo palestinese.

“Non portiamo armi, portiamo pace, libri, medicine. Siamo stati attaccati perché rompiamo simbolicamente il silenzio e l’assedio”, ha dichiarato un portavoce.Secondo quanto riferito da più fonti a bordo, gli attacchi sarebbero stati condotti tramite un grande drone madre che ha successivamente rilasciato uno sciame di piccoli droni intelligenti, in grado di colpire selettivamente bersagli non armati in navigazione.Nel corso della giornata del 24 settembre, le comunicazioni dalla flotta hanno subito interferenze e blackout intermittenti, elemento che rafforza i sospetti sull’uso di tecnologie per il disturbo delle trasmissioni. Alcuni equipaggi riferiscono di non essere stati in grado di contattare la terraferma per oltre un’ora.

La Global Sumud Flotilla è composta da una coalizione internazionale di attivisti, pacifisti, parlamentari, medici e rappresentanti della società civile. A bordo delle imbarcazioni vi sono uomini e donne di numerosi paesi, inclusa l’Italia. La Morgana e la Zefiro, tra le più colpite, trasportano delegazioni europee che avevano già reso pubblica la propria intenzione di raggiungere Gaza con fini esclusivamente umanitari.Nonostante i danni, molte imbarcazioni hanno dichiarato l’intenzione di proseguire la rotta verso la Striscia di Gaza, denunciando quello che definiscono “un attacco deliberato contro la solidarietà internazionale”.

Le prossime ore saranno decisive per comprendere l’entità complessiva dei danni e il destino della missione. Ma una cosa è certa,la notte di questo 23 settembre ha mostrato al mondo che anche la solidarietà pacifica può diventare bersaglio. E che il mare, nella sua vastità, non è più un luogo neutrale.Quanto avvenuto rappresenta un chiaro attacco anche contro l’Italia, le sue navi e i suoi cittadini impegnati in una missione pacifica e umanitaria. Un gesto ostile da parte di Israele, che non può passare sotto silenzio e per cui il governa del nostro paese dovrà presto rispondere.

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