Le “guerre dimenticate”: la situazione nel Sud Sudan

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Le “guerre dimenticate”: la situazione nel Sud Sudan

Come diceva l’indimenticato e rimpianto papa Francesco, il mondo è avviluppato in una “terza guerra mondiale a pezzi”.

Nel mondo sono in corso numerosi conflitti, sembra 56, alcuni dei quali sono di grande intensità e hanno conseguenze umanitarie gravi, e altri di minore risonanza ma presenti sul territorio. Tra i più noti vi sono la guerra tra Russia e Ucraina e il conflitto tra Israele e la Striscia di Gaza. Questi si aggiungono a conflitti attivi in Yemen, Siria, Sudan, Myanmar, Afghanistan, Haiti, e in varie regioni dell’Africa, come la Repubblica Democratica del Congo, il Sudan del Sud, il Sahel e la Somalia.

InsideOver ci riferisce che la Commissione delle Nazioni Unite per i diritti umani in Sud Sudan descrive una dinamica chiara e ripetuta: decenni di risorse — in particolare i ricavi petroliferi — non si sono trasformati in servizi pubblici ma in rendite private. Il rapporto, costruito su due anni di indagini, mostra che dal 2011 gli afflussi petroliferi hanno superato i 25,2 miliardi di dollari ma, nonostante ciò, gran parte di queste risorse non è mai apparsa nei bilanci destinati a sanità, istruzione o alimentazione pubblica.

Programmi statali come “Oil for Roads”, concepiti per tradurre petrolio in infrastrutture, risultano oggi emblematici: dei 2,2 miliardi stanziati, 1,7 miliardi non sono tracciabili e il 95% delle opere promesse non è stato completato. Parallelamente, contratti e appalti a società politicamente connesse — citata la Crawford Capital Ltd. per le riscossioni irregolari di entrate non petrolifere — hanno drenato risorse fondamentali e ostacolato l’arrivo degli aiuti umanitari.

La sottrazione sistematica di fondi si traduce in effetti tangibili e immediati: scuole, ospedali, strutture idriche e programmi di sicurezza alimentare sono sottofinanziati o inattivi. Tra il 2020 e il 2024 il Ministero degli Affari Presidenziali ha speso quasi sei volte la propria dotazione, mentre sanità e agricoltura hanno ricevuto frazioni esigue delle risorse previste; ciò spiega perché oggi i donatori internazionali spendono di più per i servizi di base in Sud Sudan rispetto al governo stesso.

Il prosieguo dell’articolo si può leggere qui

https://it.insideover.com/societa/sud-sudan-il-denaro-pubblico-in-tasche-private-sanita-e-agricoltura-al-collasso-e-lo-spettro-della-guerra-civile.html

Le origini del conflitto

Il Sudan del Sud, il più giovane Stato del mondo, ha conquistato l’indipendenza dal Sudan nel 2011 dopo decenni di conflitto. Tuttavia, la speranza di pace è durata poco: nel dicembre 2013, una guerra civile è scoppiata tra le forze fedeli al presidente Salva Kiir e quelle dell’ex vicepresidente Riek Machar.

Il conflitto, originato da tensioni politiche ed etniche, ha causato decine di migliaia di morti e milioni di sfollati.Nonostante l’accordo di pace firmato nel 2018 e la formazione di un governo di unità nazionale nel 2020, la situazione rimane fragile.

Violenze locali, carestie, cambiamenti climatici e instabilità politica continuano a mettere in ginocchio il paese. Le Nazioni Unite e numerose ONG operano sul territorio, ma l’emergenza umanitaria è ancora gravissima.La guerra in Sudan del Sud è una delle crisi più gravi e meno raccontate del nostro tempo. La comunità internazionale continua a sollecitare il dialogo tra le parti e il rispetto dei diritti umani, ma una pace duratura sembra ancora lontana.

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