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Circa 270 ebrei italiani, tra cui diverse personalità, hanno firmato un manifesto, molto breve, che dice “NO alla pulizia etnica” a Gaza e in Cisgiordania, invitando l’Italia a non esserne complice.
Il documento è stato pubblicato sui quotidiani Manifesto e Repubblica il 26 febbraio scorso.Tra le firme: Anna Foa, Gad Lerner, Federico Fubini, Carlo Ginzburg.
Minacce ed insulti a Gad Lerner
Minacce ed insulti sono pervenuti via social da parte di esponenti della comunità ebraica al giornalista Gad Lerner, “colpevole” di essere tra i firmatari dell’appello.
Il presidente della Comunità ebraica milanese, Walker Meghnagi, così definisce Lerner e gli altri sottoscrittori: «Sono quattro stupidi. Non contano niente. Ma non vale la pena di parlarne, a dargli spazio si fa il loro gioco». L’avvocato Iuri Maria Prado, che tutela legalmente le comunità ebraiche, ha deciso di scriverne: «Non c’è nulla di più antisemita che fare appelli “in quanto ebrei”.
Victor Fadlun, presidente della Comunità Ebraica Romana, attacca pesantemente l’iniziativa con la solita storiella dell'”antisemitismo”, ancor peggio, evidentemente , se proveniente da ebrei: «Dissonante e orribile che proprio in questi giorni sui giornali siano comparsi appelli e denunce contro la “bonifica etnica” a Gaza, infangando proprio mentre si celebravano i funerali di Shiri e dei piccoli Bibas – e mentre anche la nostra Comunità si raccoglieva nel cortile della Scuola, commossa e col cuore spezzato al suono dello Shofar – la legittima guerra di Israele contro il Male Assoluto di Hamas, oltraggiando il sangue versato dai giovani israeliani per difendere non solo Israele, ma i valori dell’Occidente e quelli più profondi che ci rendono umani».

