Alfredo Facchini Quando la tortura diventa linguaggio amministrativo e la politica si trasforma in apologia di genocidio. «Sono stata appesa per i polsi e per le caviglie, ammanettata con catene di metallo, colpita a stomaco, schiena, viso, sull’orecchio e sulla testa da un gruppo di guardie, uomini e donne, una…