Alfredo Facchini Roma, Clinica Quisisana. È la notte tra il 26 e il 27 aprile 1937. Antonio Gramsci è disteso, immobile. Gli occhi chiusi, il volto scavato, la pelle sottile come carta. Respira a fatica. Un’emorragia silenziosa invade il suo cervello. Accanto a lui, Tatiana Schucht gli bagna le labbra,…