Una mozione del Consiglio regionale della Puglia per chiedere lo stop a ogni collaborazione commerciale con Israele. Poi l’ordine del giorno approvato in Consiglio comunale, a Bari, che dichiara “non gradita” la partecipazione di Tel Aviv alle prossime edizioni della Fiera del Levante. Infine, la lettera del presidente Michele Emiliano, che non ha paura di usare la parola genocidio. La Puglia si mette in testa alle regioni italiane per la condanna della guerra che Israele sta conducendo nella Striscia di Gaza.
“A causa del genocidio di inermi palestinesi in atto da parte del governo Netanyahu”, Emiliano ha invitato “tutti i dirigenti e dipendenti della Regione, delle sue Agenzie e delle società partecipate a interrompere ogni rapporto di qualunque natura con i rappresentanti istituzionali del suddetto governo e con tutti quei soggetti a esso riconducibili che non siano apertamente e dichiaratamente motivati dalla volontà di organizzare iniziative per far cessare il massacro dei palestinesi nella Striscia di Gaza”.
Si tratta di “una posizione nei confronti del governo Netanyahu, non del popolo israeliano”, ha precisato il governatore pugliese.
Questa la posizione della Regione quanto alle relazioni istituzionali. Per i rapporti commerciali, che vedono l’export pugliese verso Tel Aviv per circa 53 milioni di euro nel 2024. I prodotti manifatturieri e in misura minore agroalimentari costituiscono la quasi totalità dell’export pugliese verso Israele. Le esportazioni della Puglia verso Israele sono in crescita rispetto al dato nazionale, che si riduce.
L’export della Puglia verso Israele è un settore importante per l’economia regionale. Nel 2024 il valore delle esportazioni è diminuito rispetto al 2023, ma rimane comunque significativo per la Puglia e per il Mezzogiorno. L’import ha un impatto decisamente inferiore.
