Manuel M Buccarella
Oggi ricorre giusto un anno dalla morte di José Maria Bergoglio, l’amato Papa Francesco.
Jorge Mario Bergoglio ci ha lasciato tanto, nel corso del suo pontificato iniziato nel 2013.Un papa proveniente dal Sud America, una novità in assoluto nella storia della Chiesa di Roma, abituata a guide italiane o al più provenienti dall’Est Europa (Wojtyla) e dalla Germania (Ratzinger). Significativamente un vescovo di matrice gesuita (e dunque sulla carta conservatore) ha scelto di chiamarsi Francesco come il santo poverello di Assisi. Ed in effetti Bergoglio ha cercato negli anni del suo pontificato di restare lontano dagli sfarzi della Chiesa cattolica così come era stata nei secoli dei secoli.
Abbiamo in molti ammirato le diverse prese di posizione di papa Bergoglio in favore della pace. Quante volte Francesco, correttamente e con grande preoccupazione, ha parlato di “terza guerra mondiale a pezzetti” a proposito dei conflitti in Ucraina e nel Medio Oriente, cercando di porsi anche come mediatore per ottenere la pace tra Russia ed Ucraina, con risultati modesti, poiché non riconosciuto e talvolta anche non rispettato, in particolare da Zelensky, in tale ruolo.Il suo approccio rispetto alle guerre ed al diritto internazionale calpestato, soprattutto nell’ambito dei diritti umani, è stato fortemente e largamente apprezzato, anche da laici e financo da atei di formazione marxista. A tal proposito, a fronte dell’endemica carenza di leader degni di questo nome nella sinistra italiana, papa Francesco è assurto quasi a leader e punto di riferimento della oramai negletta sinistra italiana.
L’invettiva di Francesco contro il capitalismo. Le encicliche “Laudato sii” e “Fratelli tutti”.
Papa Bergoglio si è fatto apprezzare anche, prima nel 2015 e poi nel 2020, con due encicliche, “Laudato sii” e Fratelli tutti“, che hanno spostato decisamente a sinistra la dottrina sociale della Chiesa cattolica, pur senza abbracciare, ovviamente, il materialismo storico e scientifico. Dal ripudio dello sfruttamento dei lavoratori alla condanna dello sfruttamento delle risorse naturali, alla posizione sui cambiamenti climatici.
Un approccio più radicale e la condanna dell’economia del libero mercato si legge in particolare in “Fratelli Tutti”. Un passo avanti rispetto a “Laudato sii”, a favore dell’intervento pubblico nell’economia e con la condanna dell’ideologia del libero mercato, con anche la condanna dei mercati finanziari e delle loro dinamiche. Il papa si esprime in favore delle popolazioni indigene e della loro tutela. Significativo poi lo stigma verso la “cultura dello scarto”, che colpisce l’ambiente come i portatori di handicap e gli anziani.
L’aborto ed il ruolo della donna nella Chiesa cattolica.Difficoltà ad innovare nel diritto canonico.
Papa Francesco si è espresso in diverse occasioni anche sull’aborto, rinnovando l’idea che esso è peccato grave ed è anzi un omicidio, definendo “sicari” i medici che lo praticano. L’uscita del vescovo di Roma ha suscitato non poche polemiche tra i medici e le associazioni di donne, che si sono sentiti ingiustamente criminalizzati dal Pontefice.
Quanto infine alle donne, che hanno chiesto più volte a Bergoglio di essere maggiormente coinvolte nella vita quotidiana della Chiesa, sino alla possibilità di tenere messa come gli uomini, il papa ha chiuso definitivamente le porte dicendo che la Chiesa cattolica è già donna in quanto accogliente e che le donne devono fare la loro parte senza pretendere di somigliare agli uomini.
Secondo alcuni osservatori le resistenze del papa ad innovare realmente nell’ambito del diritto canonico, in particolare con la previsione del sacerdozio femminile, con la possibilità per le donne di dire messa e di assurgere alla carica di vescovo, come già accade per esempio nella chiesa anglicana ed in quella scandinava (ove vi sono anche donne vescovo), sarebbero dovute all’opposizione degli ambienti più conservatori della Chiesa, ancora molto forti.
La Chiesa Cattolica ha recentemente aperto alla possibilità di benedire coppie omosessuali, ma con delle specifiche limitazioni. Si tratta di una benedizione non liturgica, non un rito di matrimonio, che mira a esprimere un’accoglienza e una preghiera per le persone. Il Dicastero per la Dottrina della Fede ha pubblicato una dichiarazione che consente la possibilità di benedire le coppie omosessuali, “in quanto non si tratta di benedire l’unione, ma le persone, che cercano il sostegno di Dio”.Si è trattato di una soluzione di compromesso adottata dal Pontefice dopo le aspre polemiche con le parrocchie austriache e tedesche e con i vescovi del Belgio, che nel 2022 avevano approvato una liturgia di benedizione delle coppie gay.
