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Propagandopolis, pagina social dedicata all’arte della propaganda politica e militare contemporanea, approda nell’Italia prebellica del fascismo.
Ecco dunque “Mussolini ha sempre ragione” — Ingresso della mostra sull’autarchia italiana, tenutasi a Roma nel 1938. La facciata in alluminio fu progettata da Romeo Gregori e raffigura un’aquila con la grande scritta “Autarchia” in alto.
L’artista
Romeo Gregori (Carrara 1900-Roma 1940) fu uno dei più significativi scultori italiani della prima metà del XX secolo, rappresentante di una generazione di artisti che seppe coniugare tradizione e modernità nell’arte italiana.
L’opera di Gregori si caratterizzava per un doppio registro espressivo: da un lato un linguaggio monumentale e retorico, rispondente all’estetica dell’epoca fascista, dall’altro un arcaismo popolare e quotidiano che lo distingueva come artista di tendenza moderna ed equilibrata.Tra le sue opere più significative la Cleopatra morente (1926), ispirata alle sculture di Bistolfi e Wildt, e i ritratti caratterizzati da un forte realismo, come la Testa di cavatore apuano (1932) e la Testa di macellaio romano (1933), che testimoniano la sua capacità di rappresentare la realtà quotidiana e popolare con grande maestria tecnica.
Oltre all’attività artistica, Gregori si distinse per la collaborazione con enti pubblici e privati. Realizzò numerose opere decorative per lo Stato, dagli apparati effimeri per le esposizioni nazionali alle sculture monumentali.

